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Zarate chiama Lotito: “voglio la Lazio”

Zarate chiama Lotito voglio la LazioROMA – Sono le cinque del pomeriggio in Italia, mezzogiorno nella villetta al Campo de Alvarez, quartiere residenziale e blindato dalle guardie private, a quaranta chilometri dal centro di Buenos Aires. Casa a tre piani, giardino con campo da calcetto, sala hobby piena di trofei, vecchie maglie, fotografie e con un maxi-schermo appeso al soffitto perché anche a tavola, quando mamma Catalina prepara il pranzo per tutta la famiglia, si guardano le partite. Qui abita la famiglia Zarate. Dopo un pressing durato una decina di giorni, Mauro si è arreso e ha risposto dal suo telefono cellulare. Il 9 giugno si unirà in matrimonio alla bellissima Natalie con rito religioso. L’Inter non lo ha riscattato e difficilmente rinegozierà con Lotito. Zarate tornerà alla Lazio. Il contratto scade nel 2014, ma il suo futuro, con il mercato aperto, è ancora tutto da scrivere. Roma continua a esercitare un fascino irresistibile: quando è stato al Foro Italico per gli Internazionali di tennis, i bambini lo inseguivano. Mauro può ancora essere un idolo, ma ci sono anche dei rapporti da chiarire e ricostruire.

Buongiorno Mauro, come va?

«Bene. Sono a Buenos Aires in vacanza. Non fa ancora freddo. Mi godo la famiglia, Natalie e Mia, la bambina, che non mi fa dormire molto. Tra pochi giorni mi sposo».

Il 31 maggio è scaduta l’opzione a favore dell’Inter. Moratti non ha esercitato il diritto di riscatto.

«Non lo so cosa succederà, ma la mia situazione è chiara. Sono di proprietà della Lazio. Se arriva una squadra che mi vuole, ne parleremo. Se Lotito intende tenermi, mi sta bene. Tornerò alla Lazio e cercherò di fare il massimo».

Ma Zarate preferirebbe tornare a Roma o trovare un’altra squadra?

«Non ci sono preferenze, bisogna anche vedere cosa ne pensa Lotito, non si può parlare adesso. E in questo momento non sto pensando a niente, ho voglia di fare le mie vacanze accanto alla famiglia».

All’Inter non è andata bene, poteva essere l’occasione giusta per Zarate e invece non è stato così.

«E’ andato tutto male. Non è stata una buona stagione, non solo per me. Tranne Milito, che ha segnato una valanga di gol, ci siamo quasi tutti espressi al di sotto delle nostre possibilità. Tre allenatori diversi, un campionato strano, abbiamo cambiato tante volte, ma adesso basta. E’ finita, bisogna ricominciare. E ho voglia di tornare a giocare e divertirmi».

Perché ha scelto di andare via dalla Lazio l’estate scorsa?

«Si sa. Sono andato via perché c’era Reja. Non andavo d’accordo con l’allenatore. La miglior opzione, per tutti, era quella del trasferimento all’Inter».

Altrimenti?

«Altrimenti sarei rimasto, non sarei andato via dalla Lazio. L’ho sempre detto, lo ripeto. Adesso dobbiamo vedere cosa succederà, se il mercato si muove, se Lotito mi vuole tenere oppure no. Non credo sia questo il momento per parlarne, ma molto più avanti».

Se dipendesse da Zarate e non da Lotito?

«La mia scelta è conosciuta, io ho sempre voluto la Lazio, mi sono svincolato dall’Al Sadd. Dopo il primo anno dissi che sarei andato via solo se fosse arrivata una proposta irrinunciabile per la società. Poi sono successe altre cose. Ora, se Lotito volesse tenermi, sarei felicissimo. Ma vediamo cosa succede. Dobbiamo ancora vederci, deve parlarne con i miei fratelli (Rolando ha sostituito Sergio come procuratore, ndr)».

Una coppia formata da Klose e Zarate non sarebbe male.

«Klose l’ho conosciuto da vicino l’estate scorsa durante il ritiro di Auronzo di Cadore, si vedeva già in quei giorni come stava bene fisicamente e come si sarebbe presentato. Ha dimostrato subito il suo valore nel campionato italiano. L’infortunio gli ha impedito di chiudere bene, credo che potesse fare ancora meglio. Non devo scoprirlo io il suo valore, ha segnato in tre diverse edizioni del Mondiale, giocava nel Bayern Monaco. E’ un campione. A vederlo allenarsi, ti rendi conto del personaggio. Esprime talento e molta professionalità».

All’Olimpico, l’ultima di campionato, Zarate non ha giocato. Che tipo di sensazioni aveva provato, nella partita d’andata a San Siro, rivedendo i suoi vecchi compagni.

«Una sensazione strana, non mi era mai capitato di affrontare la Lazio. Ho salutato tanti miei ex compagni».

A Roma si dice che Zarate quella sera evitò di salutare i suoi ex compagni.

«Non è vero. Mi sono salutato con tutti, prima e dopo la partita. E’ vero che non sono entrato nello spogliatoio della Lazio, ma soltanto perché non mi sembrava corretto. Non avevo un buon rapporto con Reja, non era giusto che entrassi».

La Lazio ha appena ingaggiato Petkovic. Dicono proponga un calcio offensivo, il suo Young Boys divertiva con il 3-4-3. E’ un modulo ideale per Zarate.

«Non possiamo parlare di questo, stiamo andando troppo avanti. Di sicuro un tecnico che propone un calcio più offensivo alla Lazio penso possa fare bene».

Cosa si sente di dire ai tifosi della Lazio? Zarate era amatissimo dal popolo biancoceleste.

«Non c’è molto da dire. Loro sanno come sono fatto, nel bene e nel male, quando sbaglio e quando non sbaglio. I tifosi della Lazio conoscono la mia vita forse più di me. Ricordo tante persone che incontravo per la strada, vicino a casa. Si parlava di tutto, erano amici. Un sentimento che ho sempre ricambiato».

Prima ha ammesso di aver sbagliato qualcosa o abbiamo capito male?

«Sì, anche io ho sbagliato. Tutti qualche volta si sbaglia. Il punto non è dire “ho sbagliato”, ma riconoscere l’errore, capire che tipo di errore hai commesso, e perché è successo».

In questo caso forse bisognerebbe stabilire chi ha sbagliato di più tra Reja e Zarate?

«Meglio di no. Non parliamone».

Fonte:corrieredellosport

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