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Torna Klose e torna la Lazio

Torna Klose e torna la LazioSe c’è Klose c’è anche la Lazio. Il tedesco riprenderà il suo posto in attacco domani sera contro l’Inter e per Petkovic è la garanzia di ritrovare la sua squadra. Non quella lenta e spuntata vista contro il Bologna, ma la macchina da guerra che negli ultimi tempi si vede solo all’Olimpico. La dipendenza c’è, inutile girarci intorno. E non è solo una questione di gol anche se Miro, in poco più di 1.000 minuti giocati in stagione, ne ha messi dentro ben 10. È un fatto di presenza, di personalità, di spessore, di ciò che serve a battere una big e dare quel segnale al campionato che Petko aveva chiesto ai suoi prima della partita del Dall’Ara. «Dobbiamo migliorare, perché possiamo fare di più —ha detto ieri Cristian Ledesma—. L’Inter è una squadra forte e piena di campioni, ma noi dobbiamo imporre il nostro gioco come abbiamo fatto spesso in casa». Il momento è delicato. La Lazio ha l’occasione di far salire di livello la sua stagione ed è per questo che ieri Lotito ha effettuato un blitz a Formello per caricare i giocatori. Li ha radunati e ha chiesto di recuperare l’occhio della tigre. Discorso valido per tutti meno che per Klose: per il tedesco è sufficiente esserci. Con lui la Lazio è di natura pericolosa in attacco, è più coraggiosa e consapevole. Alle brutte, ci pensaMiro e i laziali possono abbracciarsi. Come contro il Parma, solo per citare l’ultimo di una lunga serie di episodi: una mezza palla, forse anche un po’ lunga, e il gol è arrivato l0 stesso. Senza Klose non si vince e non si segna. Petkovic sta cercando di costruire un impianto che possa assorbire qualunque assenza, ma deve ancora rassegnarsi al fatto che, nonostante si sia ingegnato ad inventarsi nuovi terzini, a scambiare i mediani o a invertire le ali, Miro Klose resta insostituibile per quello che comporta in termini di autostima e sicurezza nella testa dei compagni. Non è un caso se le partite più brutte la squadra le abbia giocate senza il suo campione in attacco: Genoa, Catania e Bologna, tre versioni di Lazio che contro l’Inter non avrebbero chance di vittoria. La prima sciupona e superficiale, la seconda passiva e terrorizzata, la terza volenterosa ma spuntata. Al momento è Miro in persona la mentalità vincente della Lazio. Senza di lui la squadra di Petkovic fa un salto indietro nel tempo, diventa piccola e paurosa come quella di Reja nel finale della scorsa stagione e questo a prescindere dalle caratteristiche del vice-Klose di turno. Kozak, Floccari, Rocchi e Zarate rappresentano solo buone varianti tecniche, la mentalità è un’altra cosa, lì alternativa non c’è. Così il recupero a pieno servizio di Miro diventa la notizia che fa vendere ancora più biglietti (di questo passo si va verso 45mila spettatori nonostante il freddo) e fa passare in secondo piano difficoltà in difesa e carisma dell’avversario. Se la Lazio gira non c’è Inter che tenga. Le buone notizie arrivate dalla seduta di ieri pomeriggio mettono ancora più fiducia: Konko è tornato ad allenarsi con il gruppo, partitella compresa, le sessioni di fisioterapia stanno dando l’esito sperato e il terzino potrebbe rientrare nei piani per domani. Solo oggi, però, ci sarà il provino decisivo. Lo stesso step che dovranno passare anche Brocchi, Dias e Floccari, tutti con possibilità di vedere l’Inter senza binocolo.

Il Corriere della Sera

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Posted by on Dic 14 2012. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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