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Stefan Radu, il ritorno del mancino

ROMA Rieccolo, tapperà il buco a sinistra, si riprenderà il posto, ricomincerà da Catania. Ha saltato sei partite di campionato e due di Europa League, non ce la faceva più a stare fuori. Riecco Radu per la felicità di Reja: sulla fascia mancina ha dovuto adattare questo e quello con risultati mediocri. Il rientro del romeno è una manna dal cielo considerando lo stop di Lulic (l’uomo che avrebbe potuto sostituirlo). Radu manca dal primo febbraio, da Lazio-Milan (2-0), fu la sua ultima apparizione, poi si fermò per un’infiammazione al ginocchio destro. E’ rimasto a riposo per oltre un mese, si rilancerà domenica prossima. Sta meglio, ha voglia di buttarsi nella mischia, di vivere questo finale di stagione al massimo, di partecipare al rush finale. Ieri ha lavorato in gruppo, ha fatto anche la partitella, è recuperato. Radu è una garanzia per la Lazio, ma nelle ultime due stagioni si è fermato troppe volte per infortunio. Gliene sono capitate di tutti i colori e ha dovuto affrontare anche la perdita del padre.

I NUMERI – Radu assicura affidabilità e rendimento, si è specializzato nel ruolo di terzino sinistro, è nato centrale ma non ha mai avuto problemi nell’adattarsi sulla corsia. In questi anni la società ha acquistato vari cursori, nessuno ha raccolto l’eredità di Kolarov. Radu ci è riuscito, all’inizio divideva il compito con il serbo e piano piano si è consacrato. Senza di lui sono stati guai, la difesa è sprofondata, ha imbarcato acqua e l’emergenza scoppiata per via delle altre assenze ha creato grossi problemi a Reja. Radu quest’anno ha giocato solo 17 volte in campionato, nella scorsa stagione totalizzò 26 presenze. Non sono tante, tutta colpa degli stop che l’hanno costretto a stare in infermeria. Radu è un ragazzo forte, si è sempre rialzato: negli ultimi anni ha accusato problemi al ginocchio destro, ha subito un’operazione e proprio a Catania si ruppe due vertebre, accadde nel match di ritorno dell’anno scorso. Continuò a giocare ma il dolore lo perseguitò nelle ore successive e i controlli strumentali evidenziarono la frattura, a fine gara scoppiò a piangere per l’emozione e forse anche per la botta. Il campionato del romeno finì lì, nel giorno in cui rientrò dopo settimane di assenza. Era reduce da una squalifica beccata nel derby (testata a Simplicio), da un problema muscolare e aveva perso il padre. Scese in campo lo stesso e firmò una grande prestazione.

IL FUTURO – Radu guarda avanti, il peggio è passato, scruta l’orizzonte. A Catania ci sarà, il “Cibali” è uno stadio dolce e amaro, un motivo in più per andare a caccia di una vittoria che lo renderebbe felice. Ha sofferto a stare fuori, ha saltato sfide importanti, non ha potuto giocare il derby. Si è impegnato per tornare più forte, per risolvere una volta per tutte i problemi al ginocchio destro. Avrebbe potuto giocare ma i rischi erano elevati, in questo modo Reja potrà sfruttare la sua presenza nelle ultime undici partite di campionato. La difesa titolare si sta ricomponendo lentamente: Radu, ci sarà, ci saranno anche Biava e Dias, gli unici dubbi riguardano Konko. La difesa titolare è stata utilizzata solo 5 volte quest’anno e quando è successo sono arrivati successi: la porta di Marchetti è rimasta al riparo (un solo gol preso). La Lazio ha bisogno del miglior Radu per blindare la corsia sinistra, la fascia è stata in balia dei venti contrari e degli avversari. Garrido ha fatto il  possibile, ha tenuto botta contro Fiorentina e Roma ma col Bologna ha deluso nuovamente. La Lazio che sogna la Champions ha bisogno di certezze, di uomini sicuri, di gente determinata e che non molla mai. Di uno come Stefan Radu.

Fonte:corrieredellosport

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Posted by on Mar 14 2012. Filed under Campionato, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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