SS LAZIO NEWS | Farò quel che potrò per la mia Lazio
Farò quel che potrò per la mia Lazio
E’ vero? Siamo disposti a tutto per la nostra Lazio?
Chiamatemi “nostalgico”, chiamatemi “malinconico”, ma una volta era tutto diverso… Lo stadio era sacro, guai a chi te lo toccava! E ora, a malapena facciamo trentamila presenze: la Nord non è la NORD storica, ma perlomeno ancora esiste, la Tribuna Tevere non offre un buon colpo d’occhio, la Montemario peggio ancora.
Eppure, quando un giocatore sente urlare il proprio nome dalla Curva della prima squadra della Capitale, va in delirio. E’ successo a Kozak, già entrato nel cuore della tifoseria, è capitato ancora a Berni, emozionato quando la Nord gridò il suo nome durante il derby di Coppa Italia, e onorato di portare sulle spalle il numero storico proprio della Curva Nord: il 12.
Lo spunto di riflessione quindi, è più che ovvio: bastano trentamila anime a far emozionare un giocatore, figuriamoci se ce ne fossero cinquantamila! Figuriamoci se ci fosse la Nord gremita in ogni ordine di posto! Oltre all’effetto sui nostri beniamini, sarebbe considerevole anche la pressione che il nostro tifo eserciterebbe sugli avversari. L’Olimpico diventerebbe un inferno per qualsiasi squadra, ma anche un bunker nel quale poter costruire delle solide basi per il futuro. Basti vedere il San Paolo di Napoli, che registra il tutto esaurito (o quasi) anche in una partita tranquilla come Napoli-Lecce.
Insomma, penso che la gente laziale possa fare molto di più, dopotutto siamo ancora lì, in piena zona Champions League! Chi se lo sarebbe aspettato all’inizio della stagione?
Come se non bastasse, da quest’anno è subentrata anche la famosa “Tessera del tifoso”: molti laziali hanno detto “no” all’abbonamento per non essere schedati, e hanno ritenuto la “tessera”, un vero e proprio oltraggio. Ma attuando ciò, viene a mancare proprio il primo comandamento, se così possiamo dire, della fede biancoceleste, che poi è quello che da anche il titolo a questo articolo: “Farò quel che potrò per la mia Lazio”, anche senza diventare necessariamente “teppista”, come dice la canzone.
Anche lo stesso odio per Lotito non mi sembra un ostacolo insormontabile: se i cori “dedicati” a lui si trasformassero in cori a favore della nostra Lazio, ci guadagneremmo tutti. Questo ovviamente non è per difendere Lotito, che possiede anch’egli qualche colpa, ma è solo un incitamento ulteriore a spronare la squadra a raggiungere obiettivi prestigiosi. D’accordo, non potremo lottare per vincere lo Scudetto, ma quantomeno potremmo difendere con le unghie e con i denti il quarto posto che garantirebbe l’Europa che conta!
Non dobbiamo cedere, o perlomeno non adesso: è terribile svegliarsi la mattina presto mentre si sogna qualcosa di veramente bello… E alla stessa maniera, non voglio che la Lazio butti al vento qualcosa che ha duramente costruito dall’inizio del campionato. Vorrei che la nostra curva vivesse 11 derby fino alla fine della stagione! E’ possibile? Mi auguro di sì. Domenica ci attenderà Lazio-Palermo. E’ una sfida delicata visto il cambio di panchina per i rosanero, ma dobbiamo vincere!
Quindi dobbiamo levare il nostro grido ancora più forte: NON MOLLARE MAI!
Non mollate ragazzi…
Thomas
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