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Savini agente di Diakitè:”Vorrebbe solo giocare.Inter?Solo fantasie”

Lazio, Tare non stiamo trattando Diakité con la JuveSe ne dicono tante, frutto di fantasia, niente di vero”. Frecciata in esclusiva esclusivamente indirizzata, ma flashback necessario. Fotogramma iniziale, pomeriggio di calma piatta, poi la bomba nel pomeriggio. Dopo aver parlato di Milan come “spartiacque tra l’essere e l’aspirare”, una Lazio che “deve migliorare in cinismo”, la miccia sempre più vicina, la legge sugli stadi, “per rendere il calcio italiano più competitivo”, la riduzione a minimi termini della portata dell’esclusione di Mauro Zarate dalla trasferta di Pescara: “Contro il Maribor non erano stati convocati Klose e Ledesma, quindi non vedo dove sia il problema”. Un caso reso microscopico, un’altro stile Alice nel Paese delle Meraviglie reso enorme, fino a scoppiare. La miccia corre, il tempo stringe, la bomba scoppia. E il caso è Diaki, ovviamente Diaki: “La Lazio gli ha offerto un rinnovo di contratto e lui ha rifiutato. Io mi auguro che non abbia firmato con una squadra del Nord che noi abbiamo già individuato. Se è una squadra di Milano o di Torino? E’  una squadra di Milano e non è il Milan. La Lazio non permetterà a nessuno di violare le norme”. Una squadra del Nord che abbiamo già individuato, non Torino, zoom su Milano, e niente Milanello: focus sulla Pinetina, la Milano interista. Affondo duro su Diakitè: la speranza che non abbia già firmato con l’Inter, già pronti i colori della prossima casacchi: strisce nerazzurre, il nesso continua. Due situazioni spinose legate strettamente, tra passato e presente, a Milano. Sponda interista, a meno che Lotito non intendesse il Segrate Football Club. Laddove Zarate ha deluso, potrebbe approdare Diakitè. Il dado è tratto, il sasso lanciato, la superficie dell’acqua ancora vibra di increspature: la bomba è scoppiata. Sul web il tam-tam: l’Inter vuole Diakitè a parametro 0.VUOLE SOLO TORNARE-La miccia corre. Dove non arriva la Lazio potrebbe la longa manus di Moratti. Internazionalmente Diaki. La bomba scoppia. Il futuro di Diaki a tinte interiste? Lo chiediamo impazienti di sapere a Ulisse Savini, procuratore del giocatore, che in esclusiva ai nostri microfoni non lascia spazio a congetture: “Di vero non c’è assolutamente niente, in questo periodo se ne dicono tante, frutto della fantasia, ma assolutamente niente di vero”.  In Inter veritas? No, grazie: “Non ho incontrato nessun dirigente nerazzurro, voi tutti sapete che Diakitè ha un contratto e qualunque squadra deve parlare con la Lazio, e non con me”.  Nessuna squadra che “viola le norme”: Diakitè è un giocatore della Lazio, bisogna parlare con Lotito. Diakitè è out, ma niente scelta “tecnica”, infortunio, puro e semplice, lo conferma Savini: “Il giocatore tra una settimana sarà a disposizione del mister, ha avuto un infortunio, pensa solo a guarire, non siamo preoccupati, c’è il tempo per fare tutto”. C’è tempo, no ansia, no stress, no Inter: solo voglia di guarire. La miccia corre, il tempo stringe, il nodo è sempre lo stesso, la distanza non è stata colmata. La  bomba sta per esplodere. O sono solo fantasie?I SOLDI NON SONO IMPORTANTI (PER DIAKI) – Il guaio dei rinnovi sta nel momento del fallimento, quando ogni accordo salta, le parti si allontanano: il rischio c’è, che dall’una e dall’altra parte si lancino accuse. Non servono le accuse, a volte: il clima pesante si autogenera, il sospetto strisciante che da un parte non si offra abbastanza, che dall’altra non ci accontenti, il 4 settembre Lotito era già andato duro: “Richieste Diakité assurde, 1,2 milioni, avrà stretto altri accordi”. Il remake è odierno, la risposta di Savini netta: “Non è vero che Diaki non si accontenta, chi lo conosce sa che si è sempre accontentato, il fattore economico nella sua vita non ha mai avuto importanza fondamentale”. Lo stipendio del difensore galleggerebbe tra i 250mila e i 300mila, la Lazio ne avrebbe offerti 700mila. La maturazione tanto attesa del roccioso centrale è finalmente giusta, vuole che gli sia riconosciuta importanza e crescita: “Adesso a 25 anni ha il giusto valore”, aggiunge Savini.Il giusto valore, qualcosa di pià di 700mila euro. La chiamano querelle contrattuale, quelli snob, quelli bravi, quelli ben informati. Muro contro muro, qualcun altro. Nessun accordo, per rimanere ai fatti. Nessun accordo, nonostante le 36 presenze, la fiducia di Reja, prestazioni importanti. Nessun accordo, nonostante Lotito “l’avesse trattato quasi come un figlio”. Un figlio col futuro in bilico. La miccia corre, il futuro scricchiola, filo blu o rosso, bisogna tagliare, scegliere in fretta.FUTURE, ADESSO- La domanda è lecita: non si può parlare di un classe ’87 senza pensare al futuro. Il momento delle scelte non può tardare troppo, meno di 1 anno e il futuro sarà scritto, meno scricchiolante e insicuro di quanto appaia ora. Per tutti, e per Diaki. Il centrale di Bourg-en-Bresse ha un solo orizzonte: la completa guarigione. Vuole il posto al centro della difesa, che ogni anno, puntualmente, arriva a contendere a Biava e Dias, sfruttando al massimo le opportunità offerte dal caso, infortuni e vari accidenti, e dal mister di turno. Il ragazzino acerbo è cresciuto, ha voglia di sfidare Ciani, dimostrare di essere ancora lui, il centrale dominante. Vuole rimettere in discussione gerarchie e lottare per quel posto da titolare, la scalata all’11 che conta tentata dapprima pian piano, poi aggredita a grandi falcate, le sue” Palla al piede, testa alta, spostatevi, passa Diaki. Il futuro è guarire, è adesso, altro che Milano, Inter, Segrate, o altri demoni: “Non sono abituato a pensare troppo al futuro, penso al ritorno in campo di Diakitè, visto che è sotto contratto e dalla prossima settimana è abile e arruolabile”. Abile e arruolabile: tranne che non capiti ancora la “scelta tecnica”, quella che, per esempio, ha lasciato a casa Mauro Zarate. Casi diversi, niente orizzonti comuni, niente salto da passato dell’uno a futuro dell’altro: Diaki ha una montagna davanti. Vuole scalare la Lazio, e riprendersi ciò che gli spetta. La maglia n.21, che svetta al centro della difesa. Quello il fotogramma che ha Diaki in mente. Il futuro è tutto da scrivere, niente Inter, niente scadenza contrattuale, altro che 2013: oggi c’è solo voglia di campo, di pallone che rotola, spintoni, sportellate, anticipi e colpi di testa. Di maglia n.21, che svetta al centro della difesa. La miccia corre, la bomba non scoppia. Savini, Diakitè intanto tagliano il filo giusto. Quello rosso, per la cronaca. Quello blu, più celeste che blu, tutto meno che nerazzurro, resta, sottile, un fotogramma che lega Diaki alla Lazio: la maglia con l’aquila che svetta al centro della difesa. Tutto il resto è fantasia.

Fonte:tuttomercatoweb

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Posted by on Ott 8 2012. Filed under News Lazio, Posta dei tifosi, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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