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Ruzzi:” Zarate, ecco la storia sulla Dinamo Kiev”

Ruzzi:" Zarate, ecco la storia sulla Dinamo KievIl dente traballa, procura dolore e noia e continuerà a farlo: la parola ‘fine’ alla vicenda Zarate appare ancora ben lontana dall’essere risolta. A una decina di giorni fa risale il roboante sfogo dell’agente del numero 10 biancoceleste, Luis Ruzzi, davanti alle telecamere di Sportitalia. “Sono stato aggredito anche fisicamente da Lotito, una volta in Qatar mi ha anche stretto le mani al collo” è stata la frase più eclatante pronunciata in quell’occasione dal procuratore sudamericano, a cui ne sono seguite altre non meno clamorose. L’intenzione di Ruzzi è quella di tutelare l’immagine e, soprattutto, il valore tecnico del suo assistito. Ecco allora che l’agente del Pide di Haedo è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei per smentire ancora una volta il fatto che Zarate abbia rifiutato il trasferimento alla Dinamo Kiev: “Le cose sono andate così – spiega Ruzzi -. Il club ucraino aveva questo giocatore da piazzare, Marcos Ruben, valutato circa 8 milioni di euro. Evidentemente devono aver parlato con un intermediario, perché ci tengo a ribadire che la Dinamo non ha mai parlato con Lotito. Questo intermediario ha offerto alla Lazio il cartellino di Ruben più un paio di milioni di euro. Noi figuratevi – prosegue l’agente di Zarate –eravamo pronti ad andare anche ai Los Angeles Galaxy! Quindi ho chiesto a Tare di proporci qualsiasi squadra e lui ci ha prospettato la Dinamo. Mi reco quindi a Montecarlo per parlare con i dirigenti ucraini, mentre né Lotito né Tare si sono mossi per venire“. Il calendario segnava 23 gennaio, alle porte dell’ultima settimana del mercato invernale: Io ci ho messo dieci minuti per trovare l’accordo la Dinamo – rivela Ruzzi -, mi hanno offerto una commissione che ne anche vi dico. Quindi mi fanno hanno fatto che volevano dare come contropartita questo Marcos Ruben, un giocatore sicuramente più valido di Saha. Gliel’ho detto a Tare e loro mi hanno detto che il giocatore non interessava, quindi in quel momento ho pensato che l’affare con la Dinamo fosse saltato. Allora sono andato in Inghilterra a cercare una squadra disposta a spendere i 10 milioni richiesti dalla Lazio, ma nessuno può mai sborsare questa cifra per uno che neanche gioca. Non capisco come si possa, da una parte, valutare un giocatore 10 milioni, dall’altra non farlo mai giocare. E mi chiedo anche come si possa affrontare il Fenerbahce senza Zarate, Diakité, Cavanda e Foggia“. I giorni passano, la sera del 30 gennaio Lotito annuncia che c’è l’accordo con la Dinamo Kiev, ma la chiusura del trasferimento non arriva. Si parla di un affare possibile fino a fine febbraio, dal momento che il mercato in Ucraina si sarebbe concluso in quel periodo. Per Ruzzi, però, il portone Dinamo si era già serrato l’ultimo giorno del mercato italiano : “Arrivati al 31 gennaio, la Lazio non avrebbe in ogni caso avuto modo di acquistare Ruben, quindi il discorso si è chiuso lì“. Sulla scorta di questa ricostruzione dei fatti, l’agente della punta argentina ricaccia qualsiasi affermazione di chi sostiene che siano stati loro a rifiutare la Dinamo: Dopo tutto questa storia, devo pure sentire che alla Lazio è arrivato il fax della Dinamo Kiev con l’offerta di 8 milioni e che noi l’abbiamo rifiutata!“. Senza la cessione di Zarate, si è sentito spesso dire, la Lazio non avrebbe avuto liquidità a disposizione per comprare: E’ una bugia che la società non fa mercato per colpa di Zarate, io non so come si possa credere a una cosa del genere…

SPALMATURA E FUORI ROSA – Un’altro aspetto che Ruzzi ha a cuore di ribadire è la piena disponibilità che il giocatore diede in estate per spalmare il contratto con la Lazio: “Gliel’ho detto mille volte alla società di allungare il contratto, così da dimostrare quanto per loro Zarate fosse importante, ma era una richiesta a senso unico, perché Tare non lo vuole più“. Tra le responsabilità che hanno portato Mauro in questa situazione, Ruzzi individua anche la gestione dei fuori rosa che coinvolge anche mister Petkovic: “Se andiamo a vedere, quasi tutti i giovani sono fuori rosa: un allenatore a inizio stagione sceglie quelli che ritiene utili al suo progetto, ma poi si ritrova a non poterli usare perché c’è un ordine dall’alto a non utilizzarli“.

PRIMA DI LAZIO-INTER… – I casi controversi non finiscono qui: “Una volta Zarate decise di non andare presso la Clinica Paideia di mattina, bensì il pomeriggio, così da non farsi vedere dai giornalisti e rendere palese che aveva un problemino fisico, dato che ci teneva molto a giocare: apriti cielo, ‘Zarate non si presenta ai controlli’!“. Ancora più spinoso il pre-partita di Lazio-Inter, quando l’argentino, convocato da Petkovic, non si presentò al raduno: Quella settimana Mauro si era allenato solo un paio di volte, a causa di un infortunio. Hanno aspettato che andasse a casa per convocarlo, senza avergli detto niente prima. Lui allora disse di non essere pronto, perché non si era potuto allenare. Questa cosa doveva rimanere all’interno di Formello, invece Tare il giorno dopo ne parlò pubblicamente“.

RAMMARICHI, RIMPROVERI E SCAMPOLI DI FUTURO – In tutto questo, poi, c’è un punto per cui Ruzzi si rivela rammaricato: “Mi dispiace di non essere stato l’agente di Mauro quando è andato all’Inter in prestito: si è trattato di un favore fatto alla Lazio, ma in nerazzurro ha trovato molti tra gli attaccanti più forti del mondo: non a caso Gasperini alla prima partita lo ha utilizzato quasi come terzino, dimostrando che non era il giocatore che lui aveva richiesto”. E se lo stesso Zarate può aver eventualmente commesso qualche errore, Ruzzi lo imputa in caso alla società: “In un club ci sono dirigenti pagati per educare, per correggere eventuali errori, ma se tu un giocatore lo vuoi demolire… Se prendi Gattuso e gli dici di non andare in pressing sull’uomo, lo snaturi. Mauro è un goleador, un gioiello del calcio argentino. La Lazio l’ha pagato 20 milioni di euro, io penso che qualche azionista della società sia arrabbiato per questa svalutazione“. L’orizzonte prossimo di questa vicenda, pertanto, si profila contornato da carte bollate e tribunali: “Come andrà a finire questa storia? Con la causa di mobbing, con tutte queste situazioni che nessuno vuole, perché Zarate vuole solo giocare“. Ruzzi chiude con una promessa: “Vi assicuro che Mauro tornerà a giocare ai suoi livelli“.

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Posted by on Apr 15 2013. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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