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REJA:”gran carattere e voglia di vincere. Gli esclusi? Non guardo in faccia nessuno”

REJA gran carattere e voglia di vincere. Gli esclusi? Non guardo in faccia nessunoAlla vigilia aveva chiesto una Lazio convinta e consapevole delle proprie potenzialità, una compagine che riponesse in soffitta i timori atavici che spesso l’hanno condizionata. E’ stato premiato con una prestazione gagliarda e autoritaria. Quella di Firenze, è soprattutto la vittoria di Edy REJA, che ha sbancato l’Artemio Franchi con scelte coraggiose e solo apparentemente rinunciatarie, che sono valse la dolorosa esclusione di Mauro Zàrate. Un solo riferimento offensivo, alle spalle del quale Mauri, Hernanes e (nel primo tempo) Bresciano hanno enfatizzato l’oggettiva vulnerabilità in fase difensiva dei viola. “Senza paura”, aveva esclamato nel pre-gara, una carica raccolta da Rocchi e compagni, che dopo l’empasse iniziale hanno saputo reagire con carattere e personalità, cancellando i nervosismi di Genova. Successo corsaro in rimonta, dettato anche dall’avvicendamento a sorpresa tra il Capitano e il giovane Kozak. Il suo gol è l’emblema dell’ispirazione del tecnico goriziano. Tutte le scelte, prima e durante le gare, sono state centrate. Al termine della stessa il tecnico carnico ha espresso in conferenza stampa la sua soddisfazione: “Sono soddisfatto – ha spiegato il tecnico carnico – , Questa è una vittoria pesante, che può permetterci di acquisire quella convinzione necessaria per fare bene. Quella viene con i punti. Mi auguro che questa consapevolezza cresca sempre di più, perché dobbiamo ancora crescere. E’ un successo importante anche in virtù di quello che è il nostro calendario. Alla prima gara avevamo la Samp fuori, poi il Bologna, la Fiorentina fuori ed ora avremo il Milan. Sei punti dopo le prime tre partite sono tanta roba. Oggi non abbiamo avuto una partenza facilissima, ma abbiamo reagito con grande carattere e voglia di vincere, è questo quello che chiedo. Complimenti ai ragazzi”.

Il merito della compagine capitolina è stato quello di non permettere alle catene esterne viola di non esprimersi con continuità, grazie al lavoro in fase di non possesso di Mauri, Bresciano e Brocchi (nella ripresa): “Si, siamo stati bravi in questo, abbiamo impedito le ripartenze sugli esterni. Ma non siamo stati solo a guardare, ci siamo infilati spesso negli spazi. Abbiamo disputato una buona gara e la Fiorentina ha avuto delle difficoltà. Poi sul 2-1 sono riemersi dei timori, abbiamo perso troppe palle, in particolare Hernanes, ma alla fine abbiamo retto. Tutto sommato molto bene”.

Tra appena 4 giorni all’Olimpico arriva un nuovo banco di prova: “E’ stato un risultato molto importante anche considerando che mercoledì incontriamo il Milan. Dovremo stare molto attenti al loro potenziale offensivo. Spetterà a me cercare degli accorgimenti per metterli in difficoltà, ma come ho già detto ieri noi abbiamo rispetto per tutti ma paura per nessuno. E’ chiaro che dobbiamo ancora crescere in autostima, dobbiamo avere più iniziativa da metà campo in avanti, dobbiamo partecipare di più alle iniziative offensive. Da questo punto di vista, rispetto a Genova abbiamo fatto meglio. Dobbiamo continuare a lavorare, sta al tecnico provare e riprovare”.

La tendenza a variare assetto ed interpreti sta anche permettendo a Reja di gestire di volta in volta il malcontento degli esclusi di turno: “Ho varie soluzioni a disposizione e la mia speranza è che tutti accettino le mie decisioni. Non tutti possono essere contenti, qualcuno per forza di cose non potrà trovare sempre spazio. E’ ovvio che un po’ di malcontenti ci sono, ma se i ragazzi saranno intelligenti capiranno che è lecito arrabbiarsi a caldo, ma poi durante la settimana devono mettersi a disposizione nel modo giusto. Io cercherò di dare soddisfazione un po’ a tutti, oggi per esempio Foggia, che in settimana ha fatto benissimo è dovuto restare in tribuna. Al di là di questo, ripeto, io non posso guardare in faccia nessuno, faccio scelte prevalentemente tecniche, non ci sono simpatie o antipatie verso nessuno. Questa squadra può e deve ancora crescere, anche se credo che il meglio lo darà nel girone di ritorno”

I lavori in corso non sono, dunque, terminati, ma le indicazioni delle prime tre gare non precludono nessun tipo (o quasi) di ambizione: “Rispetto agli altri siamo avvantaggiati perché siamo rimasti più o meno gli stessi della scorsa stagione, escluso l’inserimento di Hernanes. La squadra si conosce, ma dobbiamo ancora attendere la crescita delle altre squadre. In quel momento vedremo se la Lazio potrà gareggiare con quei colossi. Attualmente possiamo solo godere di questa partenza, soprattutto per trovare sicurezza”.

Chi sta acquisendo certezze e consapevolezza delle proprie capacità è il giovane Libor Kozak. E’ l’ariete che cercava Reja, è la prima punta che sta oscurando i rimpianti di fine mercato: “Sta lottando lì davanti, anche se mi piacerebbe che dal punto di vista tecnico riuscisse a tenere qualche palla in più. Piano piano migliorerà anche lui. E’ un calciatore importante, soprattutto in casa quando ci sono pochi spazi per sbloccare il risultato. In quelle circostanze serve forza fisica. Certo, Santa Cruz e Hugo Almeida sono molto forti, ma anche lui lo diventerà”.

L’ultima battuta sul calcio di rigore concesso alla Fiorentina. Un abbaglio del signor Damato, che potrebbe aver pagato le pressioni di un ambiente, quello viola, che in settimana aveva aspramente criticato le ultime due direzioni arbitrali: “Era prevedibile – conclude ironicamente Reja – , ma anche contro la Sampdoria abbiamo fatto lo stesso discorso”.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Set 18 2010. Filed under Campionato, News Lazio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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