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Reja vuole tutto, Champions e conferma

Reja vuole tutto, Champions e confermaFORMELLO – Ha già cominciato a esporre le proprie valutazioni sulla squadra e ha parlato di acquisti con Lotito, si sente dentro al progetto della Lazio, ha voglia di chiudere alla grande, magari strappando la Champions all’ultimo tuffo. Forse è troppo tardi, ma ci sono altri novanta minuti per crederci e Reja anche ieri, come ha fatto per l’intera settimana, ha spinto sul pedale delle emozioni. «Vale la stagione. E’ una partita determinante, difficilissima, l’ultima opportunità, non dovremo farcela sfuggire. L’Inter è in condizione, s’è visto nel derby. Ma noi ritroviamo un finalizzatore come Klose». Si giocherà le ultime chances di terzo posto con Stramaccioni, l’allenatore più giovane della serie A. «Ha portato vigore, convinzione, linfa nuova all’Inter. Ha avuto dei meriti grandissimi in questo finale di campionato guadagnando l’ingresso in Europa League. Non penso potrà arrivare in Champions, perché il Napoli vincerà la sua partita». Reja deve combattere ancora l’ombra di Zola, è sfumato Montella come suo possibile successore, ma dovrà chiedere un regalo al futuro allenatore della Roma. Una vittoria del Catania sull’Udinese consentirebbe alla Lazio il sorpasso. «Pensiamo a noi perché non è semplice battere l’Inter. Ci sarà tanto pubblico, sarebbe bello vincere e chiudere bene una stagione in cui ci sono stati alti e bassi, ma con le grandi spesso abbiamo vinto. L’Udinese è in condizione, ha recuperato qualche giocatore e fuori casa si esprime bene. Mi auguro che il Catania faccia la partita giusta, ma conta al 99 per cento la prestazione della Lazio. Dobbiamo vincere».

CONFRONTI – Il tema tattico della partita sembra chiaro. Reja cercherà di bloccare le corsie esterne. «Conosciamo i valori dell’Inter e Milito davanti ha ritrovato la vena, non sbaglia più un gol. A noi il compito di aggredirli e non farli ragionare. Serviranno attenzione e ritmi alti, così possiamo metterli in difficoltà. Non dovremo restare ad aspettare l’Inter, cercheremo di fare la partita».  Non si può giudicare un tecnico per un risultato, ma l’esito dei novanta minuti potrebbe avere un peso nelle valutazioni della società. Reja ieri ha lanciato qualsiasi messaggio possibile, crede e spera di essere confermato. «Con Lotito abbiamo parlato di giocatori anche venerdì sera. Con Tare parlo ogni giorno. Non è cambiato niente tra me e la società a parte lo screzio di metà febbraio, che abbiamo chiarito. La Lazio continuerà a fare bene e cercherà di migliorare l’organico. Dove sarò il 15 luglio? Non lo so, vediamo come finisce il campionato, a quale tipo di Europa prenderemo parte, poi si faranno i programmi». Edy, però, non ha legato il proprio rinnovo al piazzamento. «Sono qui da due anni e mezzo, ci conosciamo. Non penso che il lavoro di un tecnico si giudichi per una partita». Ha riaperto alla conferma di Zarate («sarebbe un valore aggiunto, l’esperienza all’Inter lo migliorerà») e ha dato le prime indicazioni, se sarà ancora lui al timone della Lazio. «Hernanes è un patrimonio della società. Ederson e Breno sono stati visti e monitorati, è chiaro che Tare sta parlando con tanti agenti, non posso entrare nel merito. Manca ancora qualcosa in organico, io confermerei in blocco questa squadra aggiungendo dei tasselli».

FUTURO – Lotito appare intenzionato a confermarlo, il ds Tare no, ma deciderà il presidente, che nei prossimi giorni di sicuro continuerà a guardarsi intorno. Una notte di grande calcio all’Olimpico aiuterebbe Reja. «Io alla Lazio voglio bene. In due anni e mezzo ho dato tutto, sono qui a Formello dalla mattina alle 9 alla sera alle 7 per vedere cassette e lavorare. Siamo stati sempre insieme, credo che il progetto di questa Lazio non sia finito, se il rapporto continuasse darei ancora il massimo e sarei felice di rimanere. Da quando sono qui c’è stata una crescita costante. Peccato per l’infortunio di Klose, altrimenti adesso saremmo già in Champions». Una salvezza, due qualificazioni europee con la Roma sotto in classifica, qualche rimpianto forse resterà ma il bilancio è positivo. «Due punti con Lecce, Novara e Siena sono stati pochi e me ne assumo le responsabilità. C’è stato qualche mio demerito, ma raggiungere per due anni di fila l’Europa League è un buon traguardo. Chiudere con il terzo posto sarebbe meraviglioso, un premio meritato per la società e per la squadra. La Lazio è stata quasi sempre terza».

Fonte: Corriere dello Sport

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