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Reja: “la speranza è l’ultima a morire”

Reja: Il tecnico biancoceleste, pur amareggiato, non demorde, difende l’errore dal dischetto di Zarate e rilancia: “Dobbiamo crederci”.

Edy Reja a caldo dopo il brutto colpo subito a Udine: Dobbiamo crederci fino alla fine, perchè dobbiamo. La speranza è l’ultima a morire”. Speranze cetamente ormai appese ad un filo o, per meglio dire, ai prossimi risultatai delle dirette concorrenti. Oggi la Lazio ha avuto in mano il suo destino e non per la prima volta, in questo campionato dal finale incerto, almeno per quanto riguarda la lotta per il quarto posto. Una prova di maturità fallita amaramente, soprattutto in considerazione del risultato benevolo di ieri sera, dove la Roma era stata bollcatga sul pari dal Milan campione d’Italia. Amarezza per il risultato, rammarico per come è andata la partita soprattutto nel primo tempo, come conferma il tecnico friulano:”Non mi aspettavo di finire il primo tempo 2-0“. Un parziale meritato per quello che si era visto sul campo nella prima frazione di gara dove, a dispetto di una buona partenza biancoceleste, c’è stato il ritorno veemente dell’undici bianconero che, oltre le marcatura, ha creato almeno altre 2-3 palle gol. Secondo tempo fotocopia, fino al doppia sotituzione, che ha generato la reazione giusta, che ha portato all’ottenimento di un rigore con tanto di espulsione, per un occasione clamorosamente fallita da Mauro Zarate, immagine perfetta di una Lazio proprietaria, ma non padrona del proprio destino. Un aspetto che l’allenatore biancoceleste non manca di sottolineare, mettendo in secondo piano i possibili meriti della squadra di Guidolin:”Sostanzialmente non è che ci ha messo in grande difficoltà l’Udinese, ma siamo noi ad aver commesso qualche errore di troppo in fase difensiva che abbiamo pagato a caro prezzo. Il secondo gol era sicuramente evitabile perché ne hanno fatto quattro di queste azioni sempre sulla stessa linea. La prima volta la capisco, ma la seconda bisogna metterci più attenzione. Il secondo tempo poi lo abbiamo fatto molto bene giocando ad una porta sola e come sempre non siamo stati molto fortunati. O per un motivo o per l’altro abbiamo sempre qualcosa da recriminare. Merito comunque ai ragazzi per ciò che hanno fatto in questo campionato e per come si sono comportati nel secondo tempo.” Una Lazio inizialmente sfilacciata e inconcludente, con evidenti difficoltà a coprire bene il campo, a ripartire in contropiede e che anzi, ha offerto costantemente il fianco proprio alle ripartenze avversarie, con la coppia di sinistra Hernanes-Garrido in costante difficoltà. L’approccio tattico e mentale della squadra di Reja è stato perlomeno discutibile, così come la scelta iniziale degli interpreti del modulo adottato per questa partita. Senza dimenticare infine il dato dei cambi, testimone del cambio di marcia dopo gli innesti di Rocchi e Kozak, per due spenti, ma probabilmente con una collocazione tattica innaturale, Hernanes e Floccari. Il tecnico di Gorizia non si nasconde da eventuali critiche, ma sottolinea i meriti di classifica e difende i suoi ragazzi: Certamente mi sento responsabile, insieme ai giocatori ci dobbiamo assumere le responsabilità. Si cerca sempre di trovare le colpe ma è indubbio che la squadra ha fatto bene anche in questo ultimo periodo. I ragazzi hanno sempre dato il massimo, devono andare a teta alta e a petto in fuori. Abbiamo fatto un ottimo campionato e non è ancora finita, adesso dobbiamo dare il meglio cercando di centrare il massimo obiettivo possibile“. Una brutta domenica per tutti i supporter biancocelesti, molti dei quali sono rimasti profondamente delusi dal proprio beniamino, Mauro Zarate, autore del marchiano errore dal dischetto che, tabellino alla mano, avrebbe significato guadagnare un punto di vitale importanza. In tutto questo cìè da registrare una novità, le parole di difesa e conforto nei confronti del talento di Haedo da parte del mister, che aveva invece spesso utilizzato parole di critica verso l’attaccante argentino: I rigori si possono sbagliare. Lui era il rigorista dopo l’uscita di Hernanes e probabilmente pensava che Handanovic si buttasse da una parte, ma lo sloveno è un maestro in queste situazioni. Sono cose che succedono ed è ovvio che dispiace in maniera particolare oggi. Se quel rigore andava dentro probabilmente non la perdevamo questa partita visto che noi eravamo in ottima condizione rispetto all’Udinese che era un po’ sulle gambe nel secondo tempo. Purtroppo siamo riusciti a fare una sola rete.” Non solo, oggi difende anche il rapporto e lo stile di gioco del numero dieci biancoceleste, argomento che, contrariamente in passato, aveva condiviso e lanciato a più riprese: Non ho avuto problemi con lui e se guardate il minutaggio è quello che ha giocato più di tutti. Tante volte è stato decisivo, altre volte no, ma come succede con tutti i giocatori di questo genere. Certe volte può capitare che io lo sostituisca perché non ritengo che abbia un rendimento adeguato ma per quanto riguarda il giocatore penso sia di grande valore. Non sono d’accordo sul fatto che rallenti l’azione. Punta sempre l’uomo, qualche volta gli va bene, qualche volta gli va male, ma questo è Zàrate”. Frasi che sorprendono un pò, un attestato di stima e considerazione che arriva solo nelle battute finali del campionato, qualcuno penserebbe in ritardo, come la reazione della squadra, oppure le sostituzioni, in definitiva all’ennesimo appuntamento Champions.

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Posted by on Mag 8 2011. Filed under Campionato, Primo piano, Stagione. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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