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Reja durissimo dopo il mancato addio: “C’è del marcio intorno alla Lazio… Accetto le critiche, ma non sono più disposto a far passare quelle a priori. Zàrate? Non è vero che non lo volevo…”

Reja durissimo dopo il mancato addio c'è del marcio intorno alla Lazio, REJA  Zàrate non è vero che non lo volevoFORMELLO – E’ una giornata particolare in quel di Formello. La temperatura che è calata di colpo, il vento che rumoreggia dall’altipiano, le facce curiose dei giornalisti che arrivano alla spicciolata, la quiete che fa da preludio alla tempesta. Per la Lazio è il giorno dopo il confronto, il giorno dopo la decisione di Reja. Guarda caso è anche il giorno della conferenza stampa, la conferenza che precede il turno infrasettimanale contro il Cesena. Della partita interessa a pochi, o meglio, interessa quelle che saranno le conseguenze degli ultimi eventi sulla partita. Ieri il mister biancoceleste è stato ad un passo dal lasciare tutto, la maschera che porta è quella di un uomo stanco, ma allo stesso tempo duro e poco arrendevole. Non ha digerito quello che sta succedendo intorno alla sua persona, c’è chi parla anche di tifosi che lo fermano continuamente, per la strada, al bar, sotto il suo alloggio, per insulti e invettive. “L’altro giorno eravate in quattro ed oggi guardate quanti siete”, annota ironico il tecnico rivolgendosi ai giornalisti mentre si siede sulla sua poltrona. Quella poltrona oggi non è come al solito, i microfoni si accendono, si alza il sipario: “Mi chiedete cosa sia successo? Voi già sapete tutto, non serve fare il punto – esordisce Reja – evidentemente gli spifferi ci sono ovunque. Tuttavia, tanto per chiarire, ho avuto un confronto con la squadra e con il presidente, dopo questo dibattito, questo chiarimento ho deciso di proseguire la mia avventura alla Lazio. La situazione non era facile e non è facile, sapete il disagio che ho, a Roma è difficile lavorare, il quadro è buono è la cornice che è marcia. Qui non bisogna vincere, bisogna stravincere e comunque ci saranno delle critiche.  Ok, abbiamo perso, abbiamo fatto una brutta partita, ma non tutto è da buttare. La critica è costante, sempre dietro l’angolo anch’io arrivo a farmi domande”. Durissimo il tecnico che poco dopo, caustico, rincara la dose: “Quando dico che l’ambiente è marcio intendo tarlato, quando un quadro è tarlato ci sono delle parti buone, ma anche delle parti che vanno cambiate. Non credo di offendere nessuno parlo di cose che probabilmente i giornali conoscono anche meglio di me, il marcio non è inteso in senso generale, ma in senso particolare”. Certo le parole non sono proprio quelle di chi vuole riconciliare, la decisione di andare avanti non è una decisione a scadenza, Reja crede ancora nel progetto: “Ho avuto il conforto da parte del presidente, una valutazione positiva da parte della squadra, rimango il più allungo possibile, poi noi allenatori siamo soggetti ai risultati. È chiaro che se i risultati vengono continueremo altrimenti prenderò una decisione insieme alla società. Non ci saranno ripensamenti”. Qualcosa chiaramente non è andato, ma tutto è stato amplificato, i rapporti si sono incrinati: “La squadra non ha ancora ingranato, ma devo trovare una soluzione, non è un problema di risultati, qui i discorsi vanno a priori. Mi chiedete dei tifosi? A Fiuggi con parte di loro avevamo raggiunto un compromesso si era sotterrata l’ascia di guerra per il bene della squadra. Vorrei che tutti fossero più vicini a questi ragazzi perché ora hanno bisogno, dobbiamo ritrovare alcune cose che avevamo lo scorso anno come la convinzione e le certezze”. Il presidente Lotito ha da subito difeso il tecnico, ma le dichiarazioni a caldo erano state un po’ ambigue, la fiducia è ancora integra: “Con la società lavoriamo sempre fianco a fianco, anche in estate sul mercato ho chiesto caratteristiche, so bene le potenzialità di questo club, non mi metto certo a chiedere l’impossibile, su questo punto non c’è stato mai problema”. E proprio dal mercato è arrivata una delle grandi fratture tra mister e tifoseria: la cessione di Mauro Zarate. Reja si è fatto parafulmine della partenza dell’argentino, assumendosi anche troppe responsabilità: “La società ha fatto le sue valutazioni, io non sono il proprietario dei cartellini dei giocatori. E’ assurdo che vengono dette e pensate certe cose, qui tutti sanno come è andata la faccenda. Non è vero che non lo consideravo o che gli avessi detto che c’erano problemi. La piazza lo ha sempre difeso ad oltranza a volte anche più di quello che meritava, forse lui si sentiva già un beniamino e aveva necessità di trovare altri stimoli. Sotto la mia guida non ha mai dato quello che aveva dato gli anni precedenti, sono convinto che quest’anno all’Inter farà meglio. Sono convinto perché lui è un giocatore così, ha sempre bisogno di avere qualche stimolo in più. Non c’è dubbio che questa storia ha peggiorato la mia situazione con parte della tifoseria, ma non posso farci niente”. Anche a Napoli Reja ha vissuto situazioni del genere, momenti di alto e basso, anche lì aveva avuto la forza di andare avanti. Tuttavia qualche differenza c’è: “E’ vero, pure a Napoli ci sono stati dei problemi, ma dove non ci sono? Lì però ho sempre avuto riconoscimenti dal punto di vista umano, critiche a parte. Non lo so, forse fa parte del mio carattere, non cerco mai consensi da parte della tifoseria, non ho mai avuto rapporti con capi ultras, sono semplicemente un lavoratore di campo. Lavoro con la società, non cerco amicizie. Evidentemente non sono uno che attrae simpatie, poi fa parte della cultura del nostro calcio criticare gli allenatori, ma non trovo giusto farlo a prescindere”. Come dargli torto.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Set 20 2011. Filed under Formello, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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