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Reja: ” A Udine con spirito di rivalsa ”

REJA AD UDINE CON LO SPIRITO DI RIVALSA, REJA AD  UDINE PER FARE UN GRANDE GARA LA LAZIO DEVE RIALZARSIL’allenatore biancoceleste, a mente “tiepida”, torna brevemente sugli episodi chiave della partita di ieri, risponde educatamente a Delneri e sprona l’ambiente in vista dell’altrettanto fondamentale gara di Udine.

 

Il tecnico di Gorizia, intervenuto a Lazio Style Radio, soffre ancora i postumi della delusione subita nella giornata di ieri dove, nello stadio delle grandi occasioni, ha visto soccombere la sua squadra per 0-1 ad opera della Juventus del suo amico Gigi Delneri. Una sconfitta bruciante, soprattutto per come si è materializzata, vista il buon numero di palle gol create dai capitolini, a differenza di una Juve che raramente è stata in grado di rendersi pericolosa per suo merito, avendo goduto di un paio di occasioni solo grazie a sfortunate deviazione aeree della difesa laziale. Senza dimenticare il tema arbitrale, in quanto ieri i tifosi sono stati spettatori di un film già visto: rigore ineccepibile non concesso, qualche ammonizione discutibile, sia sanzionata sfavore che viceversa, non sanzionata a favore dell’avversario bianconero. Episodi che hanno scatenato una civile, ma rabbiosa e determinata presa di posizione da parte di tutte le componenti della dirigenza biancoceleste, che ora però dovrà affrontare la realtà dell’imminente gara di Udine, come ci tiene a sottolineare Edy Reja nella fase iniziale dell’intervista:  “Bisogna passare sopra certe cose, perché domenica è un grande appuntamento. La Lazio ha tutte le qualità per rialzarsi e fare una grande gara a Udine”. Nonostante ciò, inevitabile analizzare con maggior dettaglio gli episodi legati alla direzione arbitrale, che hanno penalizzato l’ottima gara della compagine laziale, in grado di mettere sotto la vecchia signora e evidenziando un’ottima tenuta fisica: “Questi episodi ci penalizzano. Mi sembra impossibile non dare un rigore del genere. Pepe andava ammonito per la seconda volta per una gomitata. Anche Aquilani aveva fatto un fallo sotto la mia panchina e non era stato ammonito. Non mi spiego certe valutazioni a volte. Però il risultato non cambia e c’è amarezza per non aver preso punti. La Juve si è rintanata tutta la gara, noi abbiamo avuto delle occasioni, contro una squadra del genere con simili valori, creare 4-5 palle gol non è facile. Quello che mi conforta è che siamo in una buona condizione. Oggi i ragazzi erano un po’ giù di morale, ma bisogna bisogna guardare avanti. Spero che queste lamentele diventino uno sprone per fare bene. Un risultato positivo ad Udine aprirebbero uno spiraglio importante verso la Champions”.  Risultai positivi che, nonostante le buone prestazioni ed in particolare quella di ieri, dove la Juve è stata dominata per almeno 70 minuti, non trovano il riscontro del risultato che invece ha premiato l’allenatore juventino, che ha parlato di vittoria meritata:  La Juventus ha creato nel primo tempo solo su un nostro errore e poi il gol su cui c’è stata una deviazione. Mentre noi abbiamo avuto più occasioni. Mi meraviglia che Delneri dica di aver meritato la vittoria. Se c’era, ieri, una squadra che meritava la vittoria quella era la Lazio”. Oltre il danno la beffa delle continue espulsioni che, unite ai recenti infortuni in difesa, contribuiscono ad aumentare pericolosamente il tasso di difficoltà di ogni gara, obbligando il mister a fare delle scelte pressochè sperimentali: “I ragazzi sanno adattarsi bene a situazioni d’emergenza, Brocchi ha fatto bene in un ruolo non suo. Anche Scaloni, che non è un centrale, ha fatto bene. Mi auguro di recuperare qualcuno. Sculli non so, Foggia si è allenato. Comunque vedremo nel corso della settimana”. In particolare, l’espulsione di Ledesma, ha contribuito a diminuire la già povera quantità di centimetri della squadra romana, costringendo il tecnico friulano a motivare così il successivo cambio di Zarate, particolarmente contestato dal pubblico presente sugli spalti: “Una punta doveva uscire, ho optato per Zarate perché Floccari poteva darmi una mano sulle palle alte. Certo che l’espulsione ha scombinato i piani anche per le caratteristiche dei giocatori che avevo a disposizione. La fortuna non è dalla nostra parte”.  Finale dedicato ad una breve analisi sul prossimo avversario, l’Udinese, in piena concorrenza per un posto nell’europa con la “E” maiuscola. Una squadra molto dinamica, pericolosa nelle ripartenze e che, oltrettutto, condivide con la società capitolina la “poca attenzione” arbitrale e mediatica: “Pozzo si era lamentato per certe designazioni e decisioni aribtrali. A loro rientra Armero che copre bene la fascia, hanno Isla. E’ una squdra veloce e agile, l’importante sarà non dare spazi sulla zone laterali dove loro sono molto forti. Giocano molto di rimessa e per questo a volte fanno meglio in trasferta. Loro avranno delle defezioni, ma anche noi. A Napoli hanno fatto vedere di poter far bene anche in emergenza”. Di sicuro sarà la partita tra le due squadre che hanno dimostrato, sul campo, di meritare una qualificazione in Champions League, attraverso espressioni di bel gioco e con una classifca che forse meriterebbe essere migliore. Se non altro per i punti persi a causa di alcune sviste arbitrali e non avendo goduto di nessuna “legge naturale della compensazione”, che abbiamo sorprendentemente scoperto essere motivo di sospetto, dopo l’intervento odierno del presidente della FIGC Giancarlo Abete.

Fonte:lazialità

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