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Petkovic, entusiasmo e tecnologia per la Lazio

BOLLINI VICE ALLENATORE DI Petkovic LAZIOROMA –Come Klose, senza avere lo stesso nome, l’estate scorsa. Vladimir Petkovic è arrivato a Roma ieri pomeriggio in gran segreto. La Lazio negava, dal Canton Ticino arrivavano conferme. Ha raggiunto Milano intorno all’ora di pranzo ed è salito sul treno. Niente aereo, il depistaggio ha portato i cronisti a Fiumicino mentre il tecnico bosniaco raggiungeva Villa San Sebastiano, dove ad attenderlo con Lotito c’erano il ds Tare e il segretario Calveri. Si legherà alla Lazio per due anni, la scelta è stata compiuta, prenderà il posto di Reja. Manca l’annuncio della società biancoceleste, previsto in giornata. L’attesa riguarda la composizione dello staff: ieri sera era ancora aperto il ballottaggio tra Inzaghi e Bollini per la poltrona di vice.

MOTIVAZIONI – Lotito cercava un tecnico che portasse entusiasmo, idee nuove, cultura del lavoro e soprattutto che non fosse presuntuoso. Il presidente della Lazio ha sempre avuto il gusto della sfida e della sorpresa, prendendo strade nuove e altamente rischiose. Spesso ha “inventato” i suoi collaboratori. Costruiva la squadra di Rossi avvalendosi dei consigli e delle intuizioni di Sabatini, all’epoca ancora squalificato e costretto a lavorare nell’anonimato, dietro le quinte. Ha scelto Tare, suo fidatissimo scudiero all’interno dello spogliatoio, disegnandogli un percorso da direttore sportivo. Ha fatto smettere Simone Inzaghi con un anno di anticipo per nominarlo allenatore delle giovanili. Nelle prossime ore, forse, l’ex centravanti diventerà il vice di Petkovic. Sembra favorito nel ballottaggio con Bollini, tecnico della Primavera, altro uomo di fiducia della società. A chi gli chiede lazialità, Lotito risponde fabbricando le proprie figure laziali, cresciute in casa. Rossi e Reja, al momento del divorzio, erano diventati troppo ingombranti per restare a Formello e dettare le linee guida di un progetto. Il progetto lo fanno presidente e ds, l’allenatore deve adeguarsi, è un esecutore.

VOGLIA – Così è ricaduta la scelta su Petkovic, un uomo che si è fatto da solo, dedito al sacrificio, pronto ad accettare la sfida. Per il bosniaco la Lazio è l’occasione della vita, professionale e non solo. Ha voglia, fame di successo. Sino al 2006 lavorava come dipendente alla Caritas di Lugano e portava in Axpo League il Bellinzona. Con lo Young Boys ha costruito un piccolo gioiello e si è potuto permettere di diventare un allenatore professionista: record di punti e di gol nel campionato svizzero, due volte secondo, i preliminari di Champions, la partecipazione al girone di Europa League battendo lo Zenit di Spalletti. A Berna ha lanciato Doumbia (oggi al Cska Mosca) e Lulic, suo vero pupillo, che ritroverà alla Lazio. Viene descritto come un tecnico moderno, amante del gioco offensivo: il 3-4-3 come modulo di partenza, ma anche la capacità di riconoscere le caratteristiche dei giocatori e sistemargli un vestito tattico adeguato.

PROLOGO – A Lotito lo hanno fatto conoscere i procuratori di Lulic, ovvero Vinicio Fioranelli (sì, lo stesso che lavorava con Cragnotti) e suo figlio Kevin. L’incontro risale all’inizio di maggio, quasi un mese fa, il campionato non era ancora finito, ma la Champions di Reja stava ormai sfuggendo. Era pronto il cambio della guardia. E’ piaciuto subito alla Lazio, che lo ha congelato e si è messa alla finestra in attesa degli eventi. Petkovic, per sole due settimane, ha guidato il Sion: quattro partite, le ultime due della stagione regolare e due nei play out con l’Aarau, 30 mila euro di ingaggio e un’opzione (a suo favore) per la prossima stagione. Tre sconfitte, ma gli è bastata una vittoria per centrare il traguardo della salvezza. Si è liberato per abbracciare la Lazio. I dirigenti del Sion erano rassegnati e già lunedì sera lo hanno salutato. Di fronte alla proposta di Lotito, era impossibile resistere.

COMPUTER – Dicono che Petkovic sia attento anche alla parte fisica. Troverà il vice proposto dalla Lazio, Adriano Bianchini per il recupero degli infortunati e Adalberto Grigioni come tecnico dei portieri, ma porterà un preparatore fisico di sua fiducia. Tecnologia applicata al calcio. Vlado è uno studioso, cerca di approfondire i flussi di gioco, il movimento e gli sforzi dei suoi calciatori. Nella breve e poco fortunata esperienza in Turchia alla guida del Samsunspor (dove è stato esonerato), si era portato un solo collaboratore: lo assisteva dalla tribuna con il computer per raccogliere i dati. E’ abitudine di Petkovic preparare anche dei video a tema individuali per mostrare ai suoi giocatori dove sbagliano, quali sono i movimenti giusti e quelli da migliorare.

Fonte:corrieredellosport

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Posted by on Mag 31 2012. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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