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Nesta : “tornare alla Lazio? Mai dire mai “

Nesta : "tornare alla Lazio? Mai dire mai Il coro sale: “Un capitano, c’è solo un capitano”. E’ Alessandro Nesta, osannato dal suo popolo, celebrato da tutto l’Olimpico, abbracciato sotto la Curva Nord, non ci andava da anni e anni. Il nome Nesta richeggia, rimbomba. Certe notti non finiscono, in certe notti rinascono gli amori, si riscrivono le storie, si fa pace, ci si abbraccia. Alessandro Nesta lasciò la Lazio in un’estate infuocata, datata 2002. Tornò all’Olimpico 20 giorni dopo il suo addio doloroso e rumoroso, lacerante, fu fischiato nel match col Milan, fu trattato come un traditore. Ieri, 12 anni dopo, Nesta è tornato tra gli applausi, s’è sentito nuovamente a casa, nella sua famiglia. Certi amori sono come certe notti, non finiscono mai: « Mi ha fatto piacere tornare all’Olimpico. Sono tornato per incontrare vecchi amici e vecchi tifosi della Lazio, è stato davvero bello. I tifosi hanno bisogno di riassaggiare un po’ di passato, quest’anno è andata così così. Mi ha chiamato Pino Wilson, una brava persona, mi ha fatto piacere ».
Nesta e i laziali, pace fatta. Nesta e i laziali, un amore che ritorna. In questi anni sono stati divisi, si sono ignorati. La ferita è rimarginata. Ai tifosi non piacque il modo in cui lasciò, a Nesta non andarono giù certe critiche. Oggi è tutta un’altra storia. Nesta e la Lazio, chissà che sarà. Sandro ha chiuso da calciatore, ripartirà da allenatore: « Rimarrò in America per un po’ di tempo, vedremo cosa succederà in futuro. Mai dire mai, può succedere di tutto. Contatti con la Lazio? Ho smesso di giocare (risata, ndr), non ho mai parlato con loro. Il mio desiderio è organizzare il futuro. E’ appena nata mia figlia, sto a casa, faccio il papà, vedremo nei prossimi anni. Devo capire cosa voglio fare, non ci sto pensando ». Papà Nesta è destinato a tornare prima o poi, è stato così, lo sarà ancora.

Rossi. Storie che s’incrociano, storie di laziali. Delio Rossi non ha conosciuto fischi, lasciò nella notte in cui l’Olimpico tornò a riempirsi, ad ospitare 70mila persone, avverò un sogno vincendo la Coppa Italia 2009. Delio Rossi ha rimesso piede all’Olimpico, vestito di biancoceleste, ieri sera, ritrovando 65mila amici, regalando una parabola saggia. Il calcio è emozione, senza emozione nascono divisioni, il riferimento non era casuale, si parlava della crisi tifosi-Lotito. L’Olimpico s’è riempito perché s’è riconosciuto nei suoi eroi: « Se 60mila persone si sono ritrovate per vedere il nulla in campo vuol dire che sentimenti e passioni non sono sopiti. Non c’è futuro se non c’è rispetto per il passato, il primo passo deve essere fatto dalla società, la gente vuole vivere emozioni. Il problema si risolve essendo se stessi, cercando di regalare emozioni. La Lazio del meno 9 viene ricordata dopo la Lazio del primo scudetto, tra quelle due epoche è passato tanto tempo. Eppure quella Lazio che si salvò eroicamente è entrata nel cuore dei tifosi allo stesso modo, ciò la dice lunga sul rapporto che lega i laziali alle squadre più amate ».
Rossi ha ricordato i momenti più belli: « All’Olimpico sono tornato da avversario, ma l’ultima volta che l’ho vissuto da tecnico della Lazio riporta alla finale di Coppa Italia. Quel giorno c’erano 70mila persone ed è stato bello rivedere lo stadio pieno in occasione della festa ideata per i 40 anni del primo scudetto. Ho ricevuto l’invito e mi sono sentito onorato, penso di aver seminato bene. Se si ricordano di te significa che hai lasciato un buon ricordo, che hai lasciato qualcosa, di questo sono felice ».
Rossi e Lotito, il capitolo si conosce. Delio è tornato a parlare dell’ex presidente con rispetto: « E’ chiaro che in certe cose la vediamo in maniera diversa, ma ho sempre ringraziato Lotito per avermi dato la possibilità di allenare una grande società come la Lazio, per avermi fatto allenare in una grande città come Roma, una città stupenda. Roma mi ha adottato, ho preso la residenza, ormai sono un cittadino romano. A Roma ho conosciuto tanta gente, se ti comporti bene diventi uno di loro». Finale sul calcio moderno, sui disastri provocati dal business, ha rovinato i rapporti, ha sporcato i sentimenti: «La legge Bosman ha cambiato il rapporto tra giocatori, allenatori e società. Ma serate come questa danno speranza al calcio ».

Fonte:corrieredellosport

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Posted by on Mag 13 2014. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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