Montella stacca Zola nella corsa al dopo-Reja
I primi punti li ha già fatti arrivare alla Lazio, seppure indirettamente. Vincenzo Montella rimonta e blocca sul pari il Napoli andando a rafforzare il vantaggio dei biancocelesti sulla squadra di Mazzarri. Potrebbe essere questo l’inizio del rapporto tra l’ex romanista e la Lazio? Quello che al momento appare sicuro è l’interesse che l’ex Aeroplanino ha suscitato in Claudio Lotito e Igli Tare, oggi ancora più convinti del fatto che il quasi 38enne Montella, deus ex machina del fenomeno Catania, sia l’uomo giusto per dirigere il nuovo progetto biancoceleste. Con buona pace di Gianfranco Zola, «congelato» dopo le ultime dimissioni di Reja e mai più contattato dal presidente della Lazio. Nove partite col fiato in gola, poi saranno tirate le somme e si partirà nella prossima stagione, chissà se in Champions. Prima di tutto la panchina, il marchio di fabbrica del nuovo corso, da affidare ad un tecnico emergente: «Montella? È un ottimo allenatore e nel calcio non c’è nulla di impossibile – le parole di Lotito nel dopo Cagliari – Potrebbe succedere che le nostre strade vengano in contatto».
Tornino in contatto, semmai. Perché tra Montella e la Lazio c’è un pregresso che i tifosi sembrano già avere sdoganato. Dieci anni e uno scudetto in giallorosso, non è poco da mandar giù. Montella è sempre stato una spina nel fianco della Lazio: da allenatore della Roma, l’anno scorso, ha vinto il derby di ritorno e da giocatore ha fatto molto peggio. Il 10 marzo 2002 l’Aeroplanino show: il derby finisce 5-1 per la Roma, Montella fa poker e ridicolizza Nesta, il beniamino biancoceleste del momento. Una bolla indelebile, verrebbe da pensare. Invece, Montella ai laziali piace parecchio, perché è vero che spesso Vincenzo ha fatto male ma sempre con un certo stile: mai una maglietta celebrativa come Totti e Osvaldo, mai un’esultanza scomposta o una parola fuori posto. Un avversario, quindi. Non un nemico. «Io non avrei problemi ad allenare la Lazio», ha detto di recente Montella con grande tranquillità. Il carattere non gli manca, ne dà un saggio ogni domenica e anche la gestione del post-Ranieri sulla panchina della Roma, l’anno scorso, è stato un test brillantemente superato. Lotito e Tare si sono innamorati di lui, l’idea sarebbe quella di fare un tentativo bruciando l’interesse del Napoli e assicurarsi l’allenatore del momento.
Certo, a prescindere da chi la guiderà l’anno prossimo, la Lazio deve essere rinforzata sul campo. «A breve arriveranno tre o quattro campioni», ha avvertito Lotito. Ederson, fantasista del Lione, è vicino e la Lazio sta cercando di stringere anche per Breno, centrale brasiliano del Bayern. Poi sarà sferrato l’ultimo assalto a Podolski sfruttando il corridoio Klose. Piaceranno a Montella?
Fonte:corriedellasera
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