Modibo Diakité, l’uomo della provvidenza
PARTITA NATA SOTTO UNA CATTIVA STELLA- Dopo la seconda sconfitta consecutiva in campionato, qualcosa cominciava a scricchiolare nella compagine biancoceleste. Come se non bastasse il K.O. di Catania, in settimana ci si è messo anche Miro Klose a destare preoccupazione nell’ambiente laziale. Il bomber biancoceleste dovrà stare fermo un mese, salterà così Napoli e Juventus. Orfana di Klose, Lulic e Reja, la Lazio recuperava Konko dal primo minuto, ma non riusciva a schierare per l’ennesima volta la difesa titolare, causa squalifica di Dias. La Lazio si schierava così con un 4-3-2-1, con Konko a destra, Radu a sinistra, Biava e Diakitè centrali. Sulla linea mediana agivano Ledesma, Gonzalez, Brocchi, mentre Hernanes e Mauri erano a supporto dell’unica punta Rocchi. La Lazio giocava conoscendo il risultato di due dirette concorrenti. Sabato la Roma era incappata nella sconfitta di Milano e l’Udinese era riuscita a pareggiare in extremis al Renzo Barbera. Si presentava così un’altra ghiotta occasione per riprendere la corsa al terzo posto.
LAZIO LENTA E PREVEDIBILE- Il primo tempo scorreva via lento, senza un sussulto. La Lazio non riusciva a impensierire più di tanto la difesa cagliaritana, arrivando al tiro con Brocchi e con Rocchi. Il Cagliari rispondeve con sterili ripartenze affidate ad Ibarbo, controllate senza patemi d’animo dalla retorguardia biancoceleste. Hernanes sembrava essere incappato ancora una volta in una prestazione opaca, Mauri appariva fuori forma, Brocchi non aveva ancora acquisito il ritmo partita. L’unico che sembrava avere il cambio di passo era il rientrante Konko. Dagli altri campi non giungevano notizie, il Napoli chiudeva il primo tempo sullo 0 a 0, per il terzo posto nulla era cambiato. Nel secondo tempo Lopez cambiava Mauri per Kozak, e poco dopo Rocchi lasciava il campo per Alfaro. Propio sui piedi dell’uruguaiano capitava la palla d’oro, ma Alfaro non riusciva incredibilmente a concretizzare. La partita sembrava così inevitabilmente destinata ad uno scialbo 0 a 0.
TUTTO IN POCHI MINUTI, LAZIO QUARTA, POI TERZA A PIù TRE- Proprio quando tutto sembrava finito, quando qualcuno già abbandonava lo stadio, quando il maxischermo dell’ Olimpico comunicava il doppio vantaggio partenopeo sulla squadra di Montella, ci pensava lui l’uomo della provvidenza. Ci pensava lui, l’uomo delle galoppate alla Desailly. Ci pensava lui, 192 cm per 88 Kg di muscoli. Pennellata di Ledesma stile derby, Kozak a vuoto, Diakitè portava in vantaggio la Lazio. Lo stadio in delirio, Diakitè metteva K.O. Candreva nell’esultanza, il Catania pareggiava. Lazio terza, il sogno terzo posto può continuare.
Andrea Centogambe
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