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Marchetti torna e alza il muro

L’infortunio è solo un brutto ricordo, la burocrazia non spaventa più: Federico Marchetti è pronto a riprendersi il suo posto e ricominciare la corsa all’azzurro da dove aveva dovuto fermarsi. Fuori un mese per lo stiramento alla coscia rimediato a Lecce – era il 10 dicembre – già contro il Siena il portiere biancoceleste scalpitava per tornare tra i pali. E Reja lo avrebbe fatto giocare se non ci fosse stato di mezzo il certificato con prognosi di 30 giorni inviato all’Uefa dalla Lazio per far riaprire la lista dell’Europa League e inserire in fretta l’argentino Carrizo. Perché se Marchetti è fermo anche la Lazio non si muove, questo dicono i numeri. Da quando, dopo l’esilio di Cagliari, è tornato giocatore con l’obiettivo di vincere qualcosa in biancoceleste e convincere Prandelli a portarlo all’Europeo, la Lazio ne ha solo tratto benefici.

E punti. Strepitoso a Firenze, a Bologna e a Napoli – «una delle mie tre prestazioni migliori di sempre», la battezzò Marchetti – tra campionato ed Europa League muro dei 300 minuti di imbattibilità sfondato a novembre, come solo altri quattro portieri avevano saputo fare nei 112 anni della Lazio. Tanto che allora la chiamata azzurra sembrava cosa fatta e, invece, non è arrivata. Per ora prevalgono le logiche di gruppo instaurate da Prandelli: Sirigu e De Sanctis restano davanti. Serve un miracolo, il Marchetti di Napoli sembra essere attrezzato per poterlo compiere. «Alla nazionale penso eccome», non si arrende Federico. «Beh, se continua co sì…», aveva detto Reja prima dello stop di Lecce, entusiasta di poter riabbracciare l’altro fenomeno della Lazio. Perché è vero che Klose è il leader, ma è altrettanto vero che senza il portiere titolare la squadra di Reja non è più un rullo compressore: in un mese ha collezionato solo due pari – Udinese e Chievo – e una batosta, Siena. «Un incidente di percorso», secondo definizione dello stesso Marchetti. Come il suo infortunio. Domani in campo contro l’Atalanta di German Denis, 12 gol segnati in stagione e la vetta della classifica cannonieri.

Non male come rientro. Una fida da «thriller» per un amante del genere. Marchetti ha trascorso il mese di degenza tra fisiotera pia, allenamenti con l’amico-preparatore Grigioni e film «thriller», la passione che il portiere condivide con Rachele, la fidanzata storica. Sotto allenamento anche la mente, il ruolo del portiere lo richiede. Soprattutto contro Denis e l’Atalanta, una delle squadre più in forma del campionato, intenzionata ad approfittare del periodo di sbandamento della Lazio.
Perché a restare col fiato sospeso ci sarà anche Reja, che dopo Siena ha individuato la partita di domani come l’ultima frontiera utile per tracciare un bilancio della sua esperienza. C’è stata la vittoria di Coppa Italia sul Verona a mitigare l’atmosfera, ma un ulteriore passaggio a vuoto in campionato potrebbe dare la stura a decisioni forti, come ammesso dallo stesso tecnico. Serve una vittoria, ma soprattutto non ci vuole una sconfitta. Ad evitare ko penserà Marchetti, protetto dai centrali Biava e Dias e dai terzini Radu – rientrato tra i disponibili – e uno fra Zauri e Cavanda. A vincere, invece, penseranno Klose, Rocchi o Cissé – ieri bloccato dal torcicollo – e Hernanes, che
ieri si è allenato senza problemi. Il centrocampo non può contare su ricambi e sarà quello di sempre: Gonzalez, Ledesma e Lulic.

Fonte:corrieredellosport

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Posted by on Gen 14 2012. Filed under Formello, News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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