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Lazio, tutto dipende da Zarate, Floccari, Mauri e Hernanes

Lazio tutto dipende da Zarate Floccari Mauri e HernanesÈ dura trovare una spiegazione o un difetto. Si chiede alla Lazio di restare in corsa per lo scudetto senza avere le stesse possibilità tecniche del Milan e la certezza di poter mantenere l’altissimo rendimento dei primi mesi di campionato. Non c’è un bomber da 20 reti campionato, ma gli altri devono dividersi il bottino. La Lazio segna poco, appena 25 gol in 19 giornate: è la squadra meno prolifica delle prime otto in classifica. E quasi tutti dipende dai quattro alfieri offensivi del 4-2-3-1. Floccari, Hernanes, Zarate e Mauri insieme hanno realizzato 18 gol nel girone di andata, rispondendo alla mancanza di un vero bomber. Hernanes e Floccari hanno segnato 5 gol a testa, Mauri e Zarate sono a quota 4. Riuscissero a ripetersi, il bottino salirebbe a 36 entro fine campionato e i fantastici 4, quasi certamente permetterebbero alla Lazio si entrare tra le prime quattro del campionato.

FLOCCARi – Il duello con Pazzini lo stimola. Il gol gli manca dal 21 novembre, quando firmò di testa il pareggio di Parma. Sergio Floccari si prepara per provare a stendere la Sampdoria. Lavora per decollare di nuovo con la Lazio. La fine del 2010 e l’inizio del nuovo anno non sono stati facili: le critiche (ingenerose) che gli sono piovute addosso, le indiscrezioni sulla ricerca di un nuovo attaccante, l’infortunio alla caviglia, le difficoltà della squadra. Anche Floccari ne ha risentito e contro il Lecce si è espresso sotto tono. I numeri sono dalla sua parte e dicono 13 gol in 33 partite di campionato, 5 in 16 del girone di andata. Tolti Ibrahimovic e Cavani, non ce ne sono in giro altri capaci di fare la differenza e di segnare a raffica. Pazzini ad esempio ha realizzato 6 gol in 17 gare. Stessa cifra per Gilardino con la Fiorentina. Meglio non parlare di Amauri. Dove sono i centravanti? C’è da aggiungere che il nuovo modulo ha penalizzato l’attaccante calabrese. L’anno scorso beneficiava dei cross dei terzini ed era supportato da Rocchi; quest’anno non guarda mai la porta avversaria ma i suoi centrocampisti. Gioca sempre con due centrali in marcatura.

ZARATE – Un palo su calcio d’angolo e un errore fatale davanti a Rosati, portiere del Lecce, in uscita. [intlink id=”6289″ type=”post”]LAZIO TUTTO DIPENDE DA ZARATE[/intlink]avrebbe voluto chiudere meglio il girone di andata. Contro la Sampdoria ha già realizzato due prodezze, una alla sua prima uscita casalinga, nel settembre 2008; l’altra nella finale di Coppa Italia otto mesi dopo. Reja gli ha chiesto meno dribbling e più gol. Zarate non è ancora tornato ai livelli di quella prima stagione, ma il bilancio del girone di andata è comunque positivo. Ha segnato 4 gol senza l’aiuto di rigori o punizioni, si è sacrificato all’ala destra, è entrato di più nel gioco di squadra. Segnali favorevoli anche se Reja lo ritiene al 50/60% del percorso. Il modulo con due punte potrebbe favorirlo (l’ha già dimostrato proprio in questa stagione, ndr). Zarate spesso si ritrova davanti a Lichtsteiner, rientra in difesa, corre come fanno pochi altri in squadra. Ed è chiaro che mantenere lucidità per finalizzare l’azione, dopo tanto lavoro, diventa complicato.

[intlink id=”5005″ type=”post”]LAZIO TUTTO DIPENDE DA HERNANES[/intlink] – Allo stadio Marassi si presentò al calcio italiano, destando una grande impressione. Reja lo schierò mezza punta, sulla fascia destra. Hernanes incantò regalando i suoi numeri di alta classe, e proponendosi in appoggio a Matuzalem e Ledesma. Un’ora di grande calcio prima dei due gol della Sampdoria. Domenica contro i blucerchiati mancherà Matuzalem e Reja ha chiesto al Profeta maggiore partecipazione nella costruzione del gioco. In caso di necessità potrebbe arretrare il suo raggio di azione. Ma il tecnico friulano continua a considerarlo un trequartista. Deve sfruttare di più il suo tiro e portare la dote di idee necessaria alla Lazio. Lunedì scorso all’Hilton gli ha parlato a lungo, gli chiedeva più profondità nel gioco. Finora Hernanes ha segnato 5 gol. Rispettando la stessa media, chiuderebbe in doppia cifra. È quello che chiede Reja per ovviare alla mancanza di un bomber. Il brasiliano sta seguendo un piano di preparazione specifica: dopo le meritate vacanze di fine anno, non è apparso al top della forma e la Lazio ha bisogno dei suoi uomini migliori per rialzarsi subito.

MAURI – Quattro gol, sette assist. Il totale fa 11, quasi la metà delle 25 reti segnate dalla Lazio nel girone di andata. Non c’è gol senza Stefano Mauri: una teoria dimostrata dai numeri e anche dalla partita di domenica contro il Lecce. Quando il centrocampista azzurro si è spostato nel ruolo di trequartista, sono arrivati gli unici sussulti della squadra biancoceleste. Il pareggio provvisorio, le uniche azioni pericolose, ispirate appunto da Mauri. Il centrocampista brianzolo, non a caso convocato in nazionale da Prandelli, possiede caratteristiche uniche: verticalizza il gioco, s’inserisce sotto porta. Fondamentale per una squadra che gioca con una sola punta e in cui non ci sono altri giocatori capaci di cambiare passo e di attaccare gli spazi. Hernanes e Zarate amano giocare con il pallone attaccato al piede, Floccari deve far salire la squadra, Ledesma e Matuzalem stazionano davanti alla difesa per assicurare gli equilibri e avviare l’azione. Solo Mauri riesce a creare il fattore sorpresa per la Lazio che sulle fasce attacca solo con Lichtsteiner. Ecco perché non è facile correggere e rinforzare la squadra biancoceleste, che dipende in buona parte dalla forma dei suoi alfieri offensivi. Mauri riparte proprio dalla Samp: all’andata la difesa a tre l’aveva costretto in panchina e la dirigenza blucerchiata si era fatta sotto per portarlo a Genova. Lotito  disse no e la Lazio ha riscoperto un tesoro.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Gen 14 2011. Filed under News Lazio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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