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Lazio primavera Campione d’Italia

Lazio primavera Campione d'ItaliaGUBBIO – E’ lo Scudetto dei suoi ragazzi, in fondo è il suo Scudetto. Alberto Bollini ha costruito un gruppo solido, vincente, che ha regalato alla Lazio Primavera il suo quinto tricolore. E a se stesso, dopo ben dodici anni, il suo secondo Tricolore. Sorriso infinito per il tecnico laziale, intervenuto in conferenza stampa dal Pietro Barbetti di Gubbio.

Pesa la medaglia?
E’ leggera! Volevamo questa vittoria, la Lazio ha il senso della maglia nel dna, questi ragazzi l’hanno interpretata al massimo. I ragazzi che hanno perso lo scorso anno l’hanno forse sentita di più. Per me, terminata una stagione, ne inizia una completamente nuova. Questo è un grande mix tra l’anno scorso, i ragazzi saliti dagli Allievi e gli innesti. Vincere uno Scudetto ripaga molti sacrifici e certi pensieri. Oggi è l’ultimo giorno con molti di loro, ho chiesto carattere e atteggiamento giusto. Abbiamo strameritato questa vittoria, contro un’Atalanta dalla grande sportività.

E’ la squadra più forte d’Italia?
E’ quella che ha avuto una grandissima crescita. La fotografia esatta viene dal campionato. Pochi avrebbero scommesso su questa vittoria, nel girone di ritorno abbiamo fatto tantissimi punti. Vincere la regular season è stata una prova di grande forza, siamo arrivati qui in grandissime condizioni. Siamo i più forti come atteggiamento, ma se penso alla Juventus che ha due squadre, si capisce che nelle gare secche può succedere di tutto. Abbiamo vinto meritatamente.

Quando comincerà ad allenare i grandi?
Io alleno ragazzi che vanno poi tra i grandi. Mi godo questa vittoria nella Lazio, con il numero uno che è Lotito, che ha vinto una Coppa Italia contro la Roma, il campionato con la Salernitana e questo con la Primavera. Sono contento delle lusinghe che mi arrivano, tra i grandi ci andrò, ma adesso devo pensarci. Rimango su questa panchina? Se si può fare meglio di questo, non riconosco il colore di questa medaglia. Sto bene alla Lazio, mi incontrerò con il presidente e con Tare. Ho dato anima e corpo a questa squadra, grazie anche ai miei collaboratori. Nel calcio di oggi esiste ancora la parola passione, unita alla professionalità. Nello spogliatoio c’è stato un coro bellissimo per Mirko Fersini, questa vittoria spero attenui i dolori della sua famiglia.

Avevi perso due volte contro i colori nerazzurri, oggi hai fatto riti scaramantici?
Quando ho visto la semifinale con il Milan, ho pensato “Eccola là!”. In queste gare, chi è andato in vantaggio ha sempre vinto. Mancavano Crecco e Rozzi, oggi anziché preparare la partita abbiamo visto un video preparato da loro. Ci siamo collegati con Marchetti, che ci ha ha detto che anche noi dovevamo fare qualcosa di grande. Anche Brocchi, Candreva ci sono stati vicino, lo stesso Pino Insegno.

Fonte:tuttomercatoweb

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Posted by on Giu 10 2013. Filed under News Lazio, Polisportiva, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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