Lazio, il rebus è Kozak
ROMA -Come diceva il maestro Delio Rossi ai tempi in cui frequentava Formello, negli occhi della gente restano le immagini delle ultime partite. Un gol a Bergamo, un colpo di testa per riacciuffare l’Inter: Libor Kozak ha capovolto una stagione in ombra firmando l’allungo decisivo della Lazio verso il quarto posto negli ultimi 180 minuti. Reja gli ha concesso fiducia e un posto da titolare solo in fondo al campionato, quando non si poteva più contare su Klose e anche Rocchi è stato costretto a fermarsi. Chiedeva spazio l’ariete ceco, ma le prime risposte – dopo una lunga anticamera – a Parma e nella trasferta di Novara, due tappe chiave per la volata alla Champions, non erano state confortanti. Ha riguadagnato stima, considerazione e credibilità a giochi quasi fatti, continuando ad alimentare il dubbio che lo accompagna da due anni.
DUBBI – Ora Lotito e Tare, che pure lo aspettano e ci hanno sempre puntato, dovranno progettare il futuro di Kozak. Mandarlo a giocare o tenerlo alla Lazio? Il ragazzo ceco e il suo procuratore spingono per andare fuori una stagione. Ha mercato Kozak, ma bisognerà trovare anche la soluzione ideale: sono tanti i club che chiedono i diritti sulla comproprietà o finiscono per non impiegare i giocatori in prestito. Molto dipenderà anche dal nuovo allenatore e dalla possibilità di partecipare all’Europa League. Reja non ci credeva molto, questo ha raccontato il campo negli ultimi due campionati. Kozak attacca bene la porta, è un finalizzatore, eccelle nel gioco aereo, ma dal punto di vista tecnico è grezzo, dialoga poco con i centrocampisti: non faceva “salire” la squadra come piaceva al friulano, che prediligeva il gioco di Floccari e Rocchi, o ancora meglio Klose, nel ruolo di registi offensivi.
SPEZZONI – Con il pallone tra i piedi, il ceco non ha mai incantato, questo si può dire. I numeri, però, sono tutti dalla sua parte. Mettendo insieme le cifre degli ultimi due campionati il rendimento di Kozak forse è da rivalutare, considerando anche l’impiego limitato, perché Reja quasi sempre lo faceva entrare nel finale. Era l’attaccante dell’ultimo quarto d’ora. Lo testimoniano le cifre: in due anni ha totalizzato 36 presenze in serie A (poco meno di un campionato), ma ha giocato soltanto dieci volte dal primo minuto, di cui nove sino al novantesimo. In sostanza si tratta di 10 partite e 26 spezzoni. Un tempo limitato, appena 1388 minuti totali in campo (poco più di 15 gare), negli ultimi due anni. Kozak lo ha sfruttato in pieno, segnando 10 gol, 6 nel passato campionato e 4 quest’anno, di cui soltanto uno su rigore.
CIFRE – Non segna poco il ragazzo ceco, ha una media ragguardevole: un gol ogni 138 minuti in serie A, entra nel tabellino dei marcatori una volta ogni partita e mezzo. Niente male. Classe ‘89, il 30 maggio Libor compirà 23 anni. Lo aveva fatto esordire Delio Rossi nel 2008-09, ha giocato per una stagione in B in prestito al Brescia, ha prolungato sino al 2015 il contratto con la Lazio, l’anno scorso era stato convocato anche dalla nazionale ceca, adesso è arrivato alla prima svolta importante della carriera. In Italia non faticherebbe a trovare collocazione, all’estero ha tante richieste. Si tratta di capire le intenzioni della Lazio: sinora Lotito e Tare lo hanno sempre considerato incedibile.
Fonte:corrieredellosport
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