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LAZIO fuori di testa e per la prima volta dalla zona Champions, Reja: “Questo non è un atteggiamento da derby, ma il campionato non finisce oggi”

LAZIO FUORI DALLA ZONA CHAMPIONS, REJA SBAGLIATO L'ATTEGGIAMENTO NEL DERBY IL CAMPIONATO NON E' FINITOROMA – Fuori di testa, per la prima volta nella stagione anche fuori dalla zona Champions. Doveva essere il derby della definitiva consacrazione, è stato il punto più basso del campionato degli uomini di Reja, che dal 1’ al triplice fischio finale hanno dimostrato di non aver completato ancora quel processo di crescita che può valere un traguardo “insperato”, per dirla alla Lotito. Rinunciataria, passiva, avvolta da un fascio di nervi che per l’ennesima volta ha rilanciato la Roma ed ha complicato la corsa all’Europa che conta. La Lazio si è riscoperta piccola nel giorno più atteso e Reja, alla quarta stracittadina di fila persa, ha pagato nuovamente dazio a quello che ormai da tempo è stato ribattezzato come un vero e proprio tabù. “Se c’è una giustizia questo sarà il nostro derby”, si è sbilanciato alla vigilia il tecnico goriziano. Non è stato buon profeta, perché alla resa dei conti ha vinto la squadra più affamata e convinta, quella scesa in campo sicura dei propri mezzi. A distanza di quattro mesi dalla sconfitta dell’andata, gli uomini di Reja hanno replicato lo stesso errore. Quello di concedere ad una squadra in sofferenza psicologica la possibilità di prendere coraggio e di scrollarsi di dosso i fantasmi degli ultimi mesi. Quinta in classifica, sorpassata dalla schiaccia sassi Udinese, con solo due punti di vantaggio sulla dirimpettaia cittadina, depotenziata dalle prossime squalifiche di Lichtsteiner, Radu e Ledesma e a rischio contraccolpo psicologico post “manita”: ora a vedere gli spettri è la Lazio, che rischia di depauperare al fotofinish gli sforzi profusi fino ad oggi. Questa volta niente alibi, in casa biancoceleste è vietato chiamare in causa la cattiva sorte, va solo recitato un amaro mea-culpa: “Non è stato un atteggiamento da derby – confessa amaramente Reja in conferenza stampa – . Mi aspettavo un’intensità diversa, una determinazione diversa, maggiore capacità di proporsi in fase offensiva e di puntare l’uomo. Quando perdi tanti derby consecutivi bisogna dare un timbro diverso alla prestazione. Nel complesso c’è stato un sostanziale equilibrio che poteva essere spezzato solamente da alcuni episodi – prosegue Reja rivolgendo l’attenzione ad aspetti tecnici – . Così alla fine è andata con il calcio di punizione di Totti. Da metà campo in avanti non siamo riusciti ad impensierire oltre misura la Roma, abbiamo sofferto la loro fase difensiva e la loro aggressività. Certamente avevamo preparato la partita in modo diverso”.

Sul banco degli imputati non può che salire la tempra caratteriale della squadra, incapace sia di approcciare alla gara con piglio da grande, che di reagire con lucidità al vantaggio giallorosso. Per Reja il limite va ricercato nelle caratteristiche tecniche dei suoi interpreti: “Ledesma a parte, questa è una squadra che non punta decisivamente sull’aspetto fisico, abbiamo tutti calciatori che puntano sulla tecnica e sull’agilità. Non si possono pensare di cambiare queste peculiarità. La Lazio quest’anno ha sempre giocato in questo modo. Difficilmente ha disputato partite intense, ma ha raggiunto i risultati con la qualità”

Da lì, l’esigenza di rinunciare in corso d’opera agli spunti di Zàrate (“L’ho fatto giocare a sinistra e non a destra perché è la zona che preferisce”) e alla cifra tecnica di Hernanes: “A quel punto ho cercato di mettere più consistenza fisica in campo, d’altronde non so quanto dovrei dovuto ancora aspettare. In oltre un’ora di gioco non siamo mai riusciti ad superare la barriera della Roma. Sotto di una rete e con la Roma completamente riversata all’interno della propria metà campo non c’era scelta. Ho inserito Kozak e Mauri per alzare la traiettoria dei palloni e per cercare qualche inserimento. In quella situazione nnon si poteva continuare a fraseggiare, si doveva battagliare in area di rigore”.

Non punta il dito sull’errore di Muslera in occasione della prima rete giallorossa – “Non so se si è aperta la barriera, certo il tiro era piuttosto centrale” – , ma affonda il colpo, quando ripensa alle espulsioni di Radu e Ledesma: “Il nostro campionato non finiva oggi con il derby, abbiamo ancora un impegno da onorare con la società e con i tifosi. Non dovevamo cadere in questo eccesso di nervosismo”. E pensare che nel corso della settimana il tecnico si era anche raccomandato con i propri calciatori: “Bisogna sempre mantenere un equilibrio importante. Mi dispiace che abbiano perso la testa, non dovevamo cadere nella loro trappola. Devo dire che Tagliavento non c’ha dato una grossa mano (lo stesso arbitro che all’andata che all’andata aveva espulso sempre Ledesma, ndr), la gestione in quel momento della partita non è stata perfetta, ma per esempio Radu non può avere un atteggiamento del genere a palla ferma. Non esiste”. Non c’è grande voglia di scagliarsi contro la direzione di gara, come di sottolineare oltremodo l’atteggiamento ostruzionistico, ma lecito, di Totti: “Lui e la Roma hanno fatto il loro gioco, noi non dovevamo caderci – ha ribadito Reja – . Totti ha l’esperienza ed una sufficiente conoscenza del derby per sapere come comportarsi una volta in vantaggio. Ha perso tempo, ci ha irritato e ci ha indotto ad eccedere, ma noi abbiamo sbagliato a reagire.  Certamente la Roma ha dimostrato di avere più mestiere rispetto a noi. Quando fai prestazioni di questo genere tutti hanno le proprie responsabilità, tecnico compreso. Mentre in passato abbiamo dimostrato di essere squadra, oggi non sempre è stato così. Ma resta il fatto che la Lazio sta facendo un buon campionato”.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Mar 13 2011. Filed under Campionato, News Lazio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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