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Lazio, certo solo il modulo 4-3-3

Lazio, certo solo il modulo 4-3-3Di certezze ce ne sono poche, a partire dall’allenatore che è ancora un enigma che la Lazio cercherà di risolvere entro una decina di giorni, scegliendo fra tre mosse: la svolta con Simone Inzaghi, azzardo affascinante e in linea con il progetto giovani; la virata prudente con Stefano Pioli, stile compromesso; la restaurazione con Edy Reja, al momento garanzia di punti e di fischi. «Se ne parlerà nei prossimi giorni – ha ribadito il tecnico friulano, intercettato all’arrivo della tappa del Giro sullo Zoncolan -. Incontrerò il presidente e decideremo insieme. Sapete qual è il rapporto che c’è tra me e Lotito. Siamo due persone schiette e sincere, quindi non ci saranno problemi». In un senso o nell’altro. O in quello ulteriore che potrebbe portare a Reja la proposta di un ruolo dietro le quinte.
La fase di ricognizione sul mercato (l’acquisto di Djordjevic, la trattativa De Vrij e l’offerta ufficiale di 5 milioni al Cagliari per Astori) prosegue al netto della questione panchina, legata al modulo per la prossima stagione: il 4-3-3. Sullo schema, infatti, le idee sono chiarissime. La strada è stata imboccata già nella passata stagione grazie a Keita e Candreva, sarà percorsa nella prossima con il lancio in pianta stabile tra i titolari di Minala e Tounkara e, nei programmi, diventerà il marchio di fabbrica della Lazio nel lungo termine. Di tutta la Lazio, dai baby dell’Academy fino alla prima squadra, passando dalla Primavera di Simone Inzaghi (che infatti la prossima settimana esordirà nella Final Eight di Rimini usando, come nella regular season, lo schema in questione), per ricalcare lo stesso percorso fatto con successo dalle big del calcio europeo. Barcellona, Bayern e Ajax sono le antesignane, le società specializzate nel 4-3-3 che ogni anno lanciano giovani su giovani, sfruttando l’osmosi tecnica con il proprio vivaio. Ma anche il Liverpool, la Juventus e molti altri top-club si stanno attrezzando per fare dello schema a tre punte il proprio stile.
A questo si deve la scelta di Lotito di puntare su Joop Lensen. È prossima, infatti, l’investitura del santone olandese a direttore della «fabbrica del talento», che fra tre anni sarà a pieno regime. Da lì usciranno i pezzi di ricambio per la prima squadra e, quindi, anche pezzi pregiati da proporre sul mercato. La struttura e anche il suo logo (il 4-3-3 appunto) garantiranno il flusso necessario, sia di talento che di denaro. Ma solo dopo la salita tra i «big» dei primi prodotti del vivaio si capirà se il modello di riferimento è il Borussia Dortmund, come dichiarato, oppure l’Udinese. La seconda opzione – allevare e vendere – è quella che fa paura ai tifosi.

Fonte:corrieredellesera

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Posted by on Giu 1 2014. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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