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Lazio, bilancio in rosso 16 milioni in 6 mesi

Lazio, bilancio in rosso ,16 milioni in 6 mesiSi sapeva, era nell’aria già dopo la lettura della trimestrale, ma ora è nero su bianco: nei primi 6 mesi del bilancio 2015-2016, la situazione finanziaria della Lazio è negativa per 15.16 milioni di euro. E il dato, è destinato a peggiorare nei prossimi mesi, quindi, il buco a fine stagione rischia di essere enorme. Il perché di questo buco, lo vedremo scorrendo le voci di bilancio, ma sono indicative queste poche righe scritte a pag. 14 della relazione, che (testuale) recitano: “Il risultato del primo semestre della stagione 2015/2016 è dipeso, essenzialmente, dal mancato superamento del turno preliminare e conseguente impossibilità ad accedere alle fasi successive della Champions League. Il perseguimento ed il mancato raggiungimento di tale obiettivo hanno avuto, infatti, un duplice effetto economico negativo: la rinuncia alle notevoli somme offerte per alcuni dei più importanti protagonisti dei risultati sportivi ottenenti nella stagione 14/15, ed i mancati introiti previsti a partire dai gironi della Champions League”.

http://www.sslazio.it/images/documents/investors/Relazione_Finanziaria_Semestrale_Consolidata_al_31-12-2015.pdf

Insomma, non abbiamo venduto e non abbiamo incassato. Due dati che, da soli, in un’azienda normale farebbero cadere teste in serie, ma che nella Lazio vengono liquidati con poche righe, con il sottotitolo“c’è andata male”… Anche perché la situazione finanziaria della Lazio non è da allarme rosso come nel 2004, ma alla faccia di chi continua a parlare di OTTIMA GESTIONE è comunque preoccupante, visto che i debiti ammontano a 124,28 milioni di euro (fine pag.6 e pag.7), di cui “solo” 52 milioni sono relativi all’accordo con l’Agenzia delle Entrate del 2005. Gli altri 72 milioni di euro, sono debiti relativi alla gestione-Lotito. E come può accumulare debiti una società che non investe assolutamente nel progetto tecnico? Ad esempio, con i costi legati alle “intermediazioni” (che a pag. 5 sono inseriti, come da nota, sotto la voce “altri costi gestione”) che al 31.12.2015 sono pari a 13,68 milioni di euro, 2 in più rispetto ad un anno fa. Ma su costi e debiti torneremo in seguito…

Infatti, c’è questo e molto di più nella semestrale approvata ieri a Formello, a partire dal dato del fatturato della società: 46,67 milioni di euro. Una cifra decisamente superiore a quella dello stesso periodo di un anno fa (ma tanto per paragonarlo ad un dato di una concorrente diretta, la Roma ha approvato domenica la semestrale con un fatturato di 118 milioni di euro…), ma destinata a crollare nei prossimi sei mesi a meno di un lunghissimo cammino fino alla finale di Europa League. Già, perché nel secondo semestre dello scorso anno la Lazio raggiunse la finale di Coppa Italia (ora siamo già fuori) e, soprattutto, incassò cifre enormi dal botteghino grazie alla corsa verso il terzo posto e i pienoni fatti registrare all’Olimpico, mentre ora lo stadio è deserto o quasi e dopo la debacle di ieri con il Sassuolo, sembra destinato a restare tale fino alla fine della stagione. Un crollo evidenziato dai dati forniti dalla società a pag.8 della semestrale: “Il numero complessivo di spettatori per le partite di campionato disputate in casa è stato di 198.772 contro i 243.575 del medesimo periodo della passata stagione”. E non consolano neanche i dati delle partite europee (63.000 spettatori in 4 partite), perché più di due/terzi di quegli spettatori la Lazio li ha registrati nella sfida di agosto con il Bayer Leverkusen.

E questo ci porta al dato degli incassi: appena 4,71 milioni di euro complessivi (Campionato, Coppa Italia, preliminare Champions e Europa League), contro i 20 milioni di euro incassati nello stesso periodo dalla Roma. Questo come risposta a chi ancora sostiene che Lotito se ne frega se lo stadio è vuoto o pieno…

A pag. 5, c’è un dato curioso. Per mesi, ci siamo consolati con il fatto che, grazie alle “epurazioni estive”, era stato dato un bel taglio al monte ingaggi. Siamo stati tutti vittime di un’allucinazione collettiva, per usare una frase in voga in questi giorni. Già, perché nella tabella a pag.5 della semestrale risulta che il costo per il personale in questo primo semestre è stato 28,99 milioni di euro, contro i 28,90 dello scorso anno. Ergo, nessun risparmio. E come è possibile? Una risposta sta nella tabella pubblicata a pagina 61, dove si legge che i calciatori tesserati dalla Lazio sono 45: lo stesso identico numero di quelli di un anno fa. L’unica vera sforbiciata, è stata data (più che un taglio, una dismissione…) sul numero degli allenatori, in particolare quelli del settore giovanile, che sono passati da un totale di 69 dello scorso anno agli attuali 23: il 66,67% in meno, alla faccia degli investimenti sul settore giovanile, sul progetto Academy e via discorrendo. Il bello, è che nella tabella a pag. 60 si legge però che il costo degli allenatori del settore giovanile è passato dai 232.000 euro del primo semestre dello scorso anno ai 279.000 euro del primo semestre di questa stagione. Insomma, si taglia il personale del 66,67% ma i costi aumentano del 20%. Misteri di Formello.

Gli stessi misteri che riguardano le tabelle sui costi di acquisizione dei calciatori. In estate ci è stato detto che Milinkovic Savic era costato quasi 10 milioni, poi Lotito stesso ha detto che ne aveva investiti addirittura 12 sul giocatore serbo, in realtà leggendo la tabella a pag. 6 si scopre che è costato 5 milioni di euro. Ma scopriamo anche che Basta è costato 10,5 milioni di euro (più il prestito…), che Kishna non è costato 3 milioni di euro ma 6, addirittura il doppio e, dulcis in fundo, che per avere Mauricio a titolo definitivo abbiamo “investito” 2,650 milioni di euro, ovvero quasi 5 volte quello che è costato Hoedt… Ma non è tutto. Dal bilancio emerge anche che a gennaio la Lazio ha investito 2,70 milioni di euro! Per comprare chi, visto che non è arrivato nessuno? Semplice, per prendere Rolando dall’Empoli, spedito a rinforzare la Salernitana.

E parlando di Salernitana, arriviamo al capitolo dedicato alle oramai famigerate PARTI CORRELATE. E, sorpresa, sorpresa, i costi (“a normali condizioni di mercato”, sottolinea la società) sono stranamente crollati rispetto al passato. Quindi, c’è da domandarsi se è crollato all’improvviso il mercato, oppure se si sono solo sgonfiate parcelle che erano evidentemente troppo “cicciotte”. Soprattutto quella della Lazio Snam Sud, passata dagli 1,84 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno ai 200.000 attuali. Per fare le stesse identiche cose: basta confrontare le specifiche dei servizi prestati e pagati un anno fa e quest’anno. Questo il riassunto dei rapporti, che per questo semestre ci sono costati 4,11 milioni di euro. Contro i 4,5 milioni di euro di un anno fa. Ma anche contro  gli 1,21 milioni annui del 2007, gli 1,9 del 2008, i 2,82 del 2009, gli 0,976 del 2010, gli 1,91 milioni del 2011, i 3,274 del 2012, i 6,516 milioni (sempre annui…) del 2013 e i quasi 13 milioni di euro al 30 giugno 2014.

• la Roma Union Security, per un costo di Euro 0,19 milioni e debito per Euro 0,13 milioni al 31 dicembre 2015, riferiti sostanzialmente al servizio di vigilanza;
• la Gasoltermica Laurentina, per un costo di Euro 0,97 milioni e debito di Euro 0,08 milioni al 31 dicembre 2015, relativo alla manutenzione del centro sportivo di Formello, dei negozi e la gestione del magazzino merci di tutta la rete commerciale della SS Lazio Marketing;
• la Omnia Service, per un costo di Euro 0,53 milioni e debito di Euro 0,58 milioni al 31 dicembre 2015, per il servizio di mensa sia giornaliero che in occasione dei ritiri per i tesserati presso il centro Sportivo di Formello;
• la Linda per un costo di Euro 0,27 milioni, per servizi di assistenza ai sistemi informatici, processi organizzativi e logistici aziendali e gestione del magazzino area tecnica;
• la Lazio Snam Sud per un costo di Euro 0,20 milioni, per servizi finanziari, amministrativi e vigilanza non armata;
• la Bona Dea per un costo di Euro 0,10 milioni, per servizi di amministrazione del personale;
• la U.S. Salernitana per un costo di Euro 0,73 milioni e debito di Euro 0,33 milioni al 31 dicembre 2015, per l’utilizzo di diritti commerciali e pubblicitari nell’obiettivo anche dell’impiego e valorizzazione del proprio patrimonio sportivo soprattutto del settore giovanile.

Fermo restando il dubbio su che cosa si mangiano i giocatori della Lazio (1,11 milioni di euro tra costo e debito) durante i ritiri (calcolando poi che a luglio, agosto e per metà dicembre a Formello non c’era nessuno…) la parte del leone la recita la Salernitana, con 730.000 euro di obolo saldati in questa semestrale, ai quali si aggiungono 330.000 di debito della Lazio verso la seconda squadra di Lotito e i 2,7 milioni di euro investiti per dirottare Rolando a Salerno. Niente male, no?

Finita? Magari. Torniamo ai debiti. A pag. 54 si scopre che la Lazio ha 14,150 milioni di euro di debiti verso i dipendenti, contro gli 11,9 dello stesso periodo dello scorso anno. E questa è un’ulteriore spia rossa sulla situazione economica della società. A pag. 55, si scopre che 7,43 milioni di euro (ovvero più del 50% del debito) sono relativi alle mensilità di ottobre, novembre e dicembre che alla data del 31.12.2015 risultavano ancora NON PAGATE. Alla faccia della regolarità dei pagamenti sempre sbandierata da Lotito, che si vantava non solo di essere puntuale, ma di pagare addirittura prima. Ma questo ritardo è tollerato dalle norme federali, quindi, amen. Altri 5,511 milioni di euro, sono relativi a premi da saldare ai calciatori (ma il regolamento è tollerante e c’è tempo fino a settembre 2016 per saldare e evitare penalizzazioni), mentre a preoccupare sono i debiti (16,399 milioni di euro) verso “enti di settore specifico”, che tradotto significa verso la Lega Calcio e Società calcistiche, più che raddoppiati in 12 mesi. Al 31.12.2015 abbiamo 8,464 milioni di euro di debito verso società calcistiche e 7.935 milioni di euro verso la Lega: un anno fa erano rispettivamente 5,811 e 2,316 milioni di euro. “I debiti verso L.N.P. (si specifica sotto) sono principalmente rivenienti dai debiti legati all’acquisto dei diritti alle prestazioni sportive da squadre italiane, da costi di consulenza e di trasmissione segnale televisivo”.

Non è certo più rosea la situazione dei debiti verso fornitori che ammontano a 10,170 milioni di euro contro i 9,297 di un anno fa. E spulciando tra i debiti verso i “fornitori”, si legge questo: 735.000 euro di“compensi per attività di consulenza ed assistenza legale”. Insomma, in 6 mesi il bravo avv. Gentile ci è costato solo 735.000 euro. E che sarà mai, è solo il 50% in più di quello che è costato Hoedt…

Chiudiamo con due curiosità. La prima, è legata (pag.52 del bilancio) al debito verso il Credito Sportivo che ammonta a 6,899 milioni di euro. Vi chiederete, quanto ci ha dato e per fare cosa il Credito Sportivo? Ci ha versato 8,1 milioni di euro (sotto forma di mutuo ipotecario al 6%, mentre i tassi ora sono intorno al 2,5%…) per finanziare l’acquisto dell’immobile di Via Valenziani e, udite, udite, “l’acquisto del pullman per la prima squadra”. Li abbiamo presi dal Credito Sportivo i soldi per comprare un pullman: cose che possono succedere solo in Italia.

Infine, la spina legata a sponsor e pubblicità. La voce a pag. 58 e 59 che recita “Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità”, ha fruttato in questo semestre 5,052 milioni di euro. I “ricavi per sponsorizzazioni” nel semestre (con una finale di Supercoppa, un preliminare di Champions League e la partecipazione all’Europa League”) ammontano nel semestre a  575.000 euro e, si legge a bilancio,“sono rappresentati, per 571 migliaia, dai ricavi derivanti dai contratti perfezionati con la Macron S.r.l per la qualifica di sponsor tecnico”. Gli altri 4.000 euro, sono ricavi delle sponsorizzazioni! Non credo serva aggiungere altro…

Fonte: http://www.sslaziofans.it/

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Posted by on Mar 2 2016. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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