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Lazio addio all’Europa. Inter saluta Zanetti con un 4-1

Lazio addio all'Europa. Inter saluta Zanetti con un 4-1Nella notte del tributo a Zanetti, hanno fatto festa i sessantamila di San Siro e l’Inter di Mazzarri, ormai sicuro dell’ingresso in Europa League. La Lazio è affondata, troppo fragile e inconsistente nei momenti che contano, costretta a convivere con una serie impressionante di infortuni, con l’età avanzata dei suoi giocatori più affidabili e con i limiti enormi di una difesa da rifondare. Poca personalità, perché ancora una volta, la squadra di Reja non ha saputo mantenere il gol di vantaggio e s’è rovesciata in attacco nella ripresa, quando il risultato era compromesso e la partita s’era trasformata in un’amichevole. Non è bastato ai biancocelesti l’assalto per riaprirla e in fondo è arrivato persino il poker di Hernanes, il grande ex, al suo primo gol a San Siro. Lo stadio era in estasi per Zanetti, il capitano al tramonto dopo 857 presenze, raggiunto in campo persino da un invasore solitario. Thohir e Moratti sono scesi in panchina per festeggiare, Lotito dovrà meditare, perché saranno i vecchi campioni del ‘74 di Maestrelli a riempire domani l’Olimpico. Addio all’Europa, nel modo peggiore.

Botta e risposta. Eppure la Lazio era passata subito in vantaggio. Angolo conquistato da Felipe Anderson e battuto corto da Biglia. Il cross di Pereirinha ha sorvolato l’area e ha trovato Cana. Tutta la difesa dell’Inter s’è fatta sorprendere dal colpo di testa dell’albanese, Biava ha anticipato Handanovic e ha depositato in rete. La squadra di Reja è incapace di congelare il gioco, mantenere il possesso del pallone e gestire il risultato. Il pareggio è arrivato in cinque minuti grazie a un’invenzione di Kovacic, abilissimo con il cambio di passo a lasciare sul posto Gonzalez. Troppo slabbrata la Lazio. Il croato ha infilato il corridoio con un passaggio filtrante. Palacio, lasciato da Dias solo, ha appena sfiorato il pallone per metterlo in rete.

Ritmi alti. Senza terzini (Radu e Konko infortunati), squalificato Lulic, con Candreva e Mauri in condizioni precarie, Reja è stato costretto a stravolgere l’assetto tattico e ha scelto il 3-4-1-2, escludendo anche Ledesma a beneficio di Onazi e Biglia. Voleva una linea mediana più rapida. Tre i duelli chiave, tutti a vantaggio dell’Inter, con una robusta differenza: Felipe Anderson non riusciva a pressare Kuzmanovic, Dias (al rientro dopo tre mesi) era in marcatura a uomo e quasi sempre in affanno su Palacio, Gonzalez non ha mai visto Nagatomo. Non solo. Ma Hernanes ha sfoderato un’aggressività inusuale e spesso prevaleva nei contrasti con Biglia. E Onazi faticava tantissimo nell’interdizione su Kovacic. Così era impossibile resistere, anche perché a differenza del derby con il Milan la squadra di Mazzarri, almeno per venti minuti, è riuscita a mantenere ritmi alti e una buona intensità: i nerazzurri arrivavano per primi sul pallone, trovavano la profondità con il centrocampo della Lazio sprofondato nella voragine.

Doppietta. Prima della mezz’ora, appena l’Inter ha rallentato, Keita ha costruito quasi da solo due azioni per il raddoppio. Talento e un briciolo di egoismo, ma ci è andato vicino. Nella prima occasione Handanovic ha respinto, nella seconda il cross dello spagnolo ha attraversato la linea di porta senza che Klose o altri intervenissero. Un’illusione perché è bastato spingere sul gas ai nerazzurri per chiudere il discorso.

Un altro lampo di Kovacevic, senza Biglia a contrastare, ha spalancato la porta a Icardi: piatto in diagonale e 2-1. Reja s’è infuriato: zero filtro in mediana, assurdo prendere un gol a difesa schierata, colossale distrazione di Dias. Altri quattro minuti ed è arrivato il terzo gol. Lancio di Rolando, Gonzalez infilato da Nagatomo, sul cross Cana era in vantaggio ma Palacio gli è sbucato davanti e ha toccato in rete.

Festa. All’intervallo Mazzarri si sentiva già al sicuro e allora ha mandato a scaldarsi Zanetti, invocato dai sessantamila di San Siro. L’argentino ha sostituito Jonathan, nel clima festaiolo è entrato anche Milito mentre Reja aveva tolto Gonzalez per inserire Ledesma e poi ha sganciato Candreva per tentare l’impossibile. Handanovic ha respinto su Biava, Keita ci ha provato tre volte senza successo. Alla fine è arrivato il timbro di Hernanes per la gioia di Thohir e la delusione dei tifosi della Lazio, che ora chiedono a Lotito davvero la svolta.

Fonte:corrieredellosport

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Posted by on Mag 11 2014. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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