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La Lazio peggiore, l’ira di Reja: “E’ una questione di mentalità.Mercato? Trattative in corso”

REJA IL LECCE HA MERITATO LA VITTORIA, La Lazio peggiore, l'ira di Reja E' una questione di mentalità.Mercato? Trattative in corsoROMA – Il peso dei 111 anni schiaccia la Lazio. Apatica, leziosa, priva di quel mordente che aveva caratterizzato praticamente tutto il girone di andata, la formazione di Reja si riscopre fragile e confusionaria proprio nel giorno più atteso. Quello in cui il blasone di una storia ultracentenaria chiedeva strada alle residue speranze di un Lecce che, invece, alla resa dei conti si è dimostrata affamata e vogliosa di sovvertire aspettative fin troppo scontante. E pensare che alla vigilia c’era stato anche il monito di Reja, che dall’alto delle sue 64 primavera forse aveva annusato l’insidia di un rilassamento inconscio del suo gruppo. Già dai primi minuti di gioco la sensazione che la sveglia non fosse suonata è stata tangibile. Non è bastata una reazione di nervi gettata in modo confuso sul campo per risalire la china: la Lazio recita il mea culpa per aver approcciato in modo deludente all’appuntamento che avrebbe potuto avvicinare sensibilmente la testa della classifica e ristabilire le giuste distanze su le altrettanto appannate inseguitrici. Il campo ha detto tutto il contrario: il 2011 della Lazio si è fermato sul palo interno colpito da Hernanes in apertura di secondo tempo con il Genoa. Da quel momento le schiaccianti certezze espresse nelle prime 17 giornate hanno lasciato il passo ad un’involuzione mentale e fisica che tiene in ansia Reja, soprattutto in virtù di un mese intenso che vedrà i biancocelesti scendere in campo ogni 4 giorni. Il tutto senza gli infortunati Matuzalem e Rocchi: “Se facciamo bene in questi 30 giorni sarà tutto più facile”, spiegava ieri il tecnico goriziano che non avrebbe mai immaginato di assistere 24 ore più tardi alla peggiore Lazio della stagione: “Questa sconfitta dimostra che ancora non c’è la mentalità e l’attenzione giusta – ha tuonato amaramente il tecnico al termine della partita – . Se questo tipo di partite le affronti con il piglio giusto le cose poi non possono andare bene”. Già, e così, oltre a non aver approfittato del passo falso esterno della Roma, la squadra di Reja si vede strappare un punto da Palermo e Milan, tre dall’Inter, il tutto coronato dalla prospettiva di perdere il secondo posto in classifica dopo la sfida di questa sera tra Napoli e Juventus: “E’ davvero un peccato, visto i risultati delle altre squadre questa era proprio un’occasione dal non farsi scappare – ha sottolineato il goriziano – . All’interno dello spogliatoio sappiamo bene di avere buoni valori, ma se non ci metti sempre l’intensità giusta e pensi di aver vinto prima di scendere in campo non va bene. Una battuta d’arresto nell’arco di un campionato ci può stare, ma questo non deve accadere. Oggi – continua Reja – Non ho visto la voglia di fare la gara ed ovviamente io sono parte in causa, in questa analisi mi ci metto anch’io, evidentemente non ho trasmesso gli stimoli giusti. Sicuramente adesso non dobbiamo gettare dalla finestra tutto ciò che di buona è stato fatto, scivolare è normale, ma dobbiamo analizzare bene quello che è accaduto”.

Non digerisce la sconfitta Reja, ma più di ogni altra cosa a bruciare è la modalità con cui è arrivata. “Un primo tempo completamente regalato all’avversario”, le amnesie collettive della ripresa che hanno prestato il fianco alle ripartenze dei salentini e l’incapacità di gettare sul terreno di gioco la furia agonistica dei tempi migliori. Tutti fattori di natura mentale che oscurano possibili limiti di condizione fisica: “Non è una questione di gambe, ma ti testa – spiega Reja – Il primo tempo in particolare è davvero indecifrabile. Loro si sono chiusi molto bene, ma noi gli abbiamo semplificato la vita muovendoci poco senza il pallone, non attaccando mai la profondità, non fornendo alla manovra la giusta intensità. Tutti volevano il pallone tra i piedi, eravamo bloccati. Quando ti muovi poco delle difficoltà sono inevitabili. Nella ripresa abbiamo fatto meglio, siamo riusciti a creare 3-4 occasioni che, se sfruttate, avrebbero potuto cambiare la partita. Poi però abbiamo subito almeno sei contropiedi incredibili, scaturiti da nostri calci piazzati. Subiti per colpa di una mancanza di concentrazione. Questo dimostra che non è stata una questione fisica. Dispiace davvero, era una grande occasione per allungare sulle altre, ma il Lecce ha meritato assolutamente. C’ha creduto più di noi, non ci siamo mai stati, dal punto di vista tecnico è stata una delle nostre peggiori prestazioni”.

Non solo la prestazione dei singoli, anche il tecnico finisce sul banco degli imputati per gli avvicendamenti della ripresa: “Ho sostituto Mauri ed Hernanes per mettere gente fresca, volevo tenere le punte, allargando Zàrate per cercare maggiore profondità. Dall’altra parte ho pensato a Foggia che per caratteristiche può fare delle giocate, ma queste sono situazioni per cercare qualcosa in più. E’ mancata lucidità, poi quando si subiscono dei gol così…”.

Suona il campanello d’allarme, si perdono pezzi importanti (vedi Matuzalem e Rocchi), è inevitabile immaginare un impulso possa arrivare anche dal mercato: “Ci sono delle trattative in corso, ma non so come finiranno. So che la società è molto attenta, sta guardando ad alcune situazioni, vediamo cosa accadrà. Da qui alla fine di gennaio cercheremo di centrare degli obiettivi”.

Tanto vale fare tabula rasa e rimandare ulteriori analisi alla ripresa della preparazione di martedi: “Si, ci sarà molto da parlare, anche perché abbiamo subito l’occasione di rifarci contro la Sampdoria in casa. Una cosa è certa, sarà una partita da affrontare con un piglio diverso. Dispiace per i tifosi che in occasione del 111esimo anno della Lazio ci hanno affiancato fino alla fine. Oggi non dovevamo perdere, c’è stata una grossa mancanza”.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Gen 10 2011. Filed under Campionato, News Lazio, Stagione. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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