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Klose e Olympia star a scuola

Klose e Olympia star a scuolaROMA –Tutti pazzi per Klose e Olympia. Mancano pochi minuti alle 10, piazza Ormea, quartiere Casalotti. I bambini della scuola media Giuseppe Verdi sono tutti affacciati alle finestre, s’interrompono le lezioni, i centocinquanta più fortunati sono radunati all’interno della palestra, fuori dal cancello è pieno di genitori, ancora più in fibrillazione dei figli, stesso discorso per i vertici del diciottesimo municipio, convocati per l’occasione. Tutti vorrebbero entrare, ma non è possibile. Quando sbuca la Mercedes guidata dal team manager Manzini è un’ovazione: a bordo ci sono Miroslav Klose e Marius Stankevicius. Entrano, seguiti da uno sciame di persone. Dietro c’è il furgone che attira le maggiori curiosità. Juan Bernabè, l’addestratore, è vestito con la divisa ufficiale della Lazio. Scende, si apre lo sportellone posteriore: eccola maestosa e in tutto il suo splendore, è Olympia, la vera regina della mattinata, sorpresa del tour nelle scuole romane, riavviato ieri dalla Lazio dopo due anni e inaugurato proprio a Casalotti. Nel segno dell’aquila, che all’epoca non era ancora arrivata a Formello. Olympia apre le ali, prende un applauso, alza lo sguardo fiero verso le finestre, c’è anche un ragazzino con la tuta della Roma che si concede qualche battuta, vorrebbe cucinarla, a vederlo dalle guance pronunciate a tavola dev’essere una ruspa, ma alla fine capitola, attratto e magnetizzato dall’aquila, perché il suo i-phone scatta una fotografia dietro l’altra.

ADDESTRAMENTO – E’ un ingresso trionfale a scuola.Klose e Olympia, fa effetto vederli accanto. Dopo qualche minuto si aggiunge Bizzarri, il portiere argentino, che si distingue per umiltà e disponibilità. E’ venuto da solo, ha lasciato la macchina parcheggiata fuori dal cortile. Quando la delegazione della Lazio entra in palestra un brivido scuote i bambini, tutti seduti ad aspettare. Molti indossano magliette o tute biancocelesti, sulla lavagna c’è un bellissimo disegno dell’aquila. Si parte con una raffica di domande, ce n’è una anche per Olympia. Francesco vuole sapere come si allena. Risponde Bernabè, sorridente. «Il miglior addestramento per l’aquila è stare insieme a voi, la socializzazione è un aiuto fondamentale, si abitua alla folla, al contatto, come fa abitualmente allo stadio prima delle partite della Lazio. Due o tre volte a settimana andiamo all’Olimpico, altrimenti si addestra per una mezz’ora, ogni giorno, a Formello. Olympia preferisce volare di sera, verso il tramonto, quando c’è maggiore tranquillità, in uno scenario meraviglioso qual è il centro sportivo. Certo, un giorno sarebbe bello avere uno stadio tutto per la Lazio, anche Olympia ne sarebbe felice».

MONDIALI – Stankevicius svela la sua passione per la pizza, Bizzarri lo scarso feeling con il professore di storia, ancora oggi ricordato come un incubo. La materia preferita di Klose? Educazione fisica. E’ il protagonista più atteso e si prende il maggior numero di domande. Risponde a tutti o quasi, senza trascurare la diplomazia. Emanuele chiede se alla squadra capita di litigare nello spogliatoio dopo una partita andata male. Miroslav glissa, ma è l’unica volta. S’illumina pensando al derby d’andata e alla propria carriera. «Alla Roma ho segnato uno dei miei gol più importanti. Per me, per la squadra, per i tifosi. E’ stata una bella partita e una grande soddisfazione. Di Roma mi piace tutto: la città, il cibo, i tifosi che ci seguono con una passione enorme. Il Bayern è un grandissimo club, ma anche la Lazio è una grande squadra e ci sono tanti buoni giocatori, non c’è molta differenza. Il ricordo a cui sono più legato? Tutte le partite giocate ai Mondiali».

PROMESSA – Alessandro raggiunge il microfono. Indossa la maglia numero 8 di Hernanes ma sorprende Klose. Va diretto, senza troppi giri di parole: «Scusa Miroslav, io sto in tribuna Monte Mario e vengo a vedere tutte le partite della Lazio. Ma perché non tiri mai la tua maglietta e non la regali ai tifosi?». Klose raccoglie l’invito, la sua espressione diventa attenta. «Dove sei?». «In Monte Mario». «Ok, allora la prossima volta vengo a regalarti la maglietta». Alessandro sorride e si gonfia per l’emozione, è come se diventasse alto due metri, non se l’aspettava una risposta così. L’ora di Lazio sta finendo, è il momento degli autografi e delle foto-ricordo, s’infilano anche i professori. L’aquila Olympia va a confondersi in mezzo ai bambini della scuola Verdi, si aggiunge Klose e tutti, con un movimento unico, provano ad avvicinarsi. Sono in estasi. Il gruppo si stringe. Miro sorride, si guarda intorno stupito. Dev’essere un’emozione forte anche per un campione. I gol più belli sono questi.

Fonte:corrieredellosport

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Posted by on Mar 16 2012. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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