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Il dribbling di Delio, di Pierpaolo Gentili

Il dribbling di Delio, di Pierpaolo GentiliPremetto: il gesto è da condannare, non è sicuramente un esempio da seguire, si poteva evitare.
Detto ciò non è possibile cavarsela così con due parole e consentire ad una platea di perbenisti manifestare il loro scandalo, la loro indignazione, il loro sdegno. Non credo che nessuno possa condannare semplicisticamente l’atteggiamento di un signore del calcio, figura che ancora bene interpreta Delio Rossi. Ed è, inoltre, inutile sostenere che “certe cose vanno chiarite negli spogliatoi”, e che “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Ancora di più è risibile ascoltare commenti stizziti e richieste di dura pena da parte di quattro giornalai, finti opinionisti che non aspettano altro che colpire alla ricerca, come ormai abbiamo intuito da tempo, di un audience tanto ambito.
Ed allora dissentiamo in modo chiaro ed inequivocabile da questi falsi conduttori e diciamo che un ragazzo che guadagna qualche milione d’euro l’anno, che vive in una sorta di paradiso accessibile a pochi, che viaggi in alberghi extra lusso e circondato da bellezze naturali ed artefatte non può, direi, non si deve permettere di prendere per il culo un cinquantenne che potrebbe rappresentare il padre. In un momento, in una serata dove il mondo stava crollando addosso, dove la contestazione diventava più feroce, gli occhi diventano sottili ed impediscono la giusta ottica, le gambe ti tremano perchè lo spettro della retrocessione è proprio ad un passo, il dribbling più bello lo fa proprio Delio. Tre ceffoni dati bene, dati con la giusta fermezza per far tornare con i piedi per terra un ragazzo, Ljaijc, per fargli, probabilmente, anche del bene. Sicuramente per insegnargli quella vita che nessuno gli ha spiegato come gira. Tre pizze in faccia e stai buono lì: questo sarà stato il pensiero di Delio che, tra l’altro, ha avuto il consenso immediato di tutto lo stadio.
A distanza di quindici giorni quando siamo stati costretti ad assistere ad uno dei gesti più ignobili del campionato, più incomprensibile ed allucinante: lo sputo di La Mela verso Lichtsteiner e che probabilmente sta a dimostrare come questi ragazzi, giovani ragazzi devono imparare l’educazione, il modo di comportarsi, il rispetto verso chi è più grande di te, ne sa più di te, comprende più di te.
Sicuramente adesso immagino sarà difficile per Delio trovare una panchina in serie A grazie a quell’attenzione mediatica che in passato ha fatto vittime illustri come Zeman, battaglie diverse ma scomodo al sistema, che ancora si ritrova, comunque con enorme successo, ad allenare in serie B. E sarà, forse, l’intelligenza di Delio quando si scuserà per ciò che ha fatto magari davanti alle reti unificate, a dimostrare il lato umano e signorile di un personaggio unico.
Gran bel dribbling, Delio!

Pierpaolo Gentili

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Posted by on Mag 4 2012. Filed under Esclusive SSLN, News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

1 Comment for “Il dribbling di Delio, di Pierpaolo Gentili”

  1. alberto.spigone

    Gesto da condannare ma Delio resta sempre una persona per bene, molto attento sul lato umano e rispettoso verso gli altri…Ha perso la testa per un attimo, provocato dal risentimento di un giovane calciatore alle sue dipendenze per avere eseguito una scelta,giusta o sbagliata che sia, e allora? Certo, il buon Delio Rossi pagherà per questo, ha chiesto scusa a tutti,ma la sua dignità resta intatta e noi chiediamoci perchè tutto questo accade, questa volta pubblicamente, davanti a tutti i tifosi che hanno capito e perdonato……….

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