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Hernanes: “Da bambino dribblavo anche le fermate dei bus”

Lazio, rinnovo di Biava e il futuro del Profeta HernanesNemo propheta in patria”. Ovvero “Nessuno è profeta nella propria patria”, recitava un detto latino. Ma se il Profeta in questione è Hernanes il discorso cambia. Si perché questo soprannome gli fu attribuito proprio in Brasile, a causa del suo modo criptico di parlare. Un amore mai sopito quello tra Hernanes e la sua terra, perché è lì che è nato e cresciuto. Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima nasce a Aliança, un comune di circa 35000 abitanti situato nello stato del Pernambuco. È qui che è nata la passione del centrocampista laziale per il pallone. Una passione quasi ossessiva, che lo ha portato ad essere il giocatore che è oggi. “Quando tornavo a casa dribblavo le fermate degli autobus” ha dichiarato il profeta a globoesporte.  In ogni momento della sua infanzia contava solamente che ci fosse lui, il compagno di ogni giornata: il pallone. Non si separava mai dal suo compagno di giochi, persino quando andava a dormire la “bola” era sempre con lui. “Sono sempre stato un ragazzo che in campo si divertiva a giocare la palla. Quando gioco, lo faccio bene”. Deciso, determinato e ostinato sin da bambino, quando a piedi nudi in una piantagione di San Lorenzo giocava con il padre. Destro, sinistro, destro, sinistro: è così che Hernanes ha acquisito la capacità di calciare indifferentemente con entrambi i piedi. Il futsal – ovvero il calcio a 5 – , praticato nei campetti  di Recife, permette al Profeta di sviluppare un tocco di palla sopraffino. Nonostante i primi fallimenti, per Hernanes l’ occasione di una vita è dietro l’angolo. Dopo che Corinthians, Palmeiras, Santos e Portuguesa lo avevano scartato, arriva l’offerta del São Paulo. “E ‘stata la fase più dura della mia carriera perché ho vissuto momenti di difficoltà. Il futsal mi ha aiutato molto. Col passare del tempo ho sviluppato una concentrazione nel lavoro e negli esercizi per migliorare la tecnica e la forza fisica”. Una figura fondamentale per la formazione di Hernanes è Jota Alves, il guru di Hernanes, il suo maestro, uno scienziato del calcio. Il Profeta non aveva una grande capacità motorie, era lento o meglio credeva di esserlo. “Percezione e osservazione. Vedere. Anticipare. Decidere. Reagire. Agire”. Questi sono gli aspetti da allenare secondo Alves, che permettono ad un calciatore di velocizzare il suo gioco. Hernanes ha seguito alla lettera questi precetti ed è migliorato giorno dopo giorno. Non è un caso che nel 2008 sia stato eletto il miglior giocatore del campionato brasiliano. Un rapporto quello tra Hernanes e Jota Alves destinato a durare ancora, come emerge dalle parole del neo vincitore della Coppa Italia: “Continuerò a collaborare con lui, ancora per uno o due anni, fino a quando realizzerò gli obiettivi che mi sono prefissato”. Obiettivi, sogni da realizzare, che i tifosi laziali sperano possa raggiungere con l’ aquila sul petto.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Giu 4 2013. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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