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Formello | Reja:”serve la compattezza. Il mercato?Penso non arrivi nessuno”

Formello | Reja serve la compattezza. Il mercato?Penso non arrivi nessuno, REJA CONTRO LA FIORENTINA GARA DIFFICILELa Lazio delle ultime partite è una lontana parente della squadra che ad inizio anno aveva entusiasmato i propri tifosi portandosi al comando della classifica, esprimendo un gioco a tratti spettacolare e sicuramente molto concreto. Le recenti partite con Lecce e Bologna hanno evidenziato un calo fisico e soprattutto mentale della squadra biancoceleste che nel turno casalingo di domani con la Fiorentina avrà l’opportunità di rifarsi per uscire da questo momento non esaltante e per rimettersi in carreggiata per la corsa alla zona Champions. Questa perlomeno è la speranza espressa da Edy Reja nella conferenza stampa della vigilia dove il tecnico si è concentrato principalmente sulla ricerca di quell’ordine, di quella compattezza ed unità di intenti della prima Lazio di questa stagione.
Quattro punti nelle ultime quattro partite. Che succede?
“Succede che non facciamo bene chiaramente come con Lecce e Bologna. C’è stato un segnale di ripresa con la Sampdoria però certamente non è stata una prestazione positiva. Con la Roma invece ho visto una bella squadra. Può capitare in un campionato di avere una flessione non solo dal punto di vista fisico ma soprattutto mentale. Bisogna avere equilibrio in questo momento. È venuta a mancare un po’ di intensità ma ci siamo guardati negli occhi con i giocatori per uscire da questa situazione non particolarmente positiva. Per far questo bisogna lavorare in settimana in maniera intensa con molta attenzione tecnico-tattica”.
C’è la stessa umiltà, compattezza granitica dei primi periodi?
“Ne abbiamo parlato in settimana, anche con l’esternazione di Mauri. Dobbiamo recuperare la compattezza ma non perché non ci sia ma per dare quel qualcosa in più come abbiamo fatto in precedenza. La nostra non è una squadra di fenomeni ma di buoni giocatori e quando questi buoni giocatori lavorano bene in settimana quando il gruppo risponde bene alle sollecitazioni del mister è chiaro che le buone prestazioni vengono di conseguenza. Sotto questo punto di vista bisogna ritrovarci e cercare di lavorare con grande intensità ed entusiasmo in settimana. È ovvio che quando non ci riusciamo a fare risultati un po’ di nervosismo c’è come a Bologna dove tra le altre cose siamo usciti con le ossa rotte noi, oltre ad aver perso la partita. Chi c’era ha visto come sono andati i fatti. Chiaramente le reazioni sono da condannare perché bisogna avere la lucidità necessaria per non cadere nelle provocazioni. Questo è un aspetto da considerare per avere dei miglioramenti che ci permettano di non cadere in queste situazioni”.
In settimana ci sono state le parole di Delio Rossi su Zàrate. Visto che lei lo vive ed ha cercato di stimolarlo da quando è sulla panchina della Lazio, come lo vede lo Zàrate di oggi?
“Ci sarebbe da fare un discorso più ampio e generale ma non solo per lui. Questa è una squadra composta da varie sfaccettature internazionali con argentini, uruguagi, brasiliani, romeni, svizzeri. Bisogna per forza di cose avere un atteggiamento di una certa severità. Occorrono regole perché quello che succede domenica e lo specchio di ciò che accade durante la settimana. Non basta solo il lavoro settimanale serve unità di intenti e non è facile mettere insieme tanti modi diversi di vedere il calcio e questo è il compito dell’allenatore che non deve allenare solo l’aspetto tecnico ma anche quello comportamentale. Bisogna essere molti rigidi nelle regole di vita e non solo in campo ma anche fuori perché questo si rispecchia nelle gare. Indisciplina tattica, situazioni che prepari e magari le fai a metà. Queste sono situazioni da correggere. Io vorrei che il talento sia a disposizione del collettivo, ma non solo per Zàrate, in senso generale per tutti da Mauri, da Hernanes, da Floccari. Questo deve essere l’atteggiamento se si vuole fare bene. Ed è quello che stavamo facendo fino a poco tempo fa quando eravamo indicati come una delle squadre che esprimevano il miglior calcio, non possiamo esserci dimenticati di tutto. Evidentemente siamo in un periodo un di calo dal quale dobbiamo uscire per recuperare questa battuta di arresto”.
Si può dire che il “noi” per questo momento è diventato il ritorno dell’ “io” molto pericoloso dello scorso anno?
“Se c’è qualche campanello di allarme, ed io non ho visto campanelli di allarme sotto questo punto di vista, bisogna intervenire subito. Siamo in una condizione di classifica ancora ottimale, le alte si sono avvicinate ma siamo ancora nelle condizioni di dire la nostra. L’importante è riprendere il nostro cammino, non è facile ripetere il girone di andata ma se lavoriamo bene e troviamo compattezza possiamo dire sicuramente ancora la nostra. Fino ad oggi non ci ha messo sotto nessuno. Abbiamo perso con squadre, che solamente guardando la classifica, sono di secondo piano mentre contro le cosiddette big non abbiamo sbagliato una partita. Il nostro tallone d’Achille sono state le partite con squadre di medio-bassa classifica dove non ci siamo saputi gestire. In questo aspetto dobbiamo migliorare e questa è una responsabilità mia”.
Una delle critiche è che la Lazio non riesca a cambiare marca ed a reagire con rabbia agonista quando cambiano le situazioni a partita in corso.
“Sotto un certo punto di vista posso essere parzialmente d’accordo. Però il problema penso sia nella condizione, non fisica perché corriamo, ma della lucidità che non è più quella di prima. Per quanto riguarda le critiche ce n’erano anche quando eravamo primi. Questa potrebbe essere anche costruttiva e starà a me valutare. Sono tutte cose che vengono fuori con il sennò di poi. Abbiamo sbagliato la partita con il Lecce, che stava messo meglio di noi dal punto di vista mentale, e con il Bologna, dove abbiamo fatto errori di posizionamento che prima non erano mai successi ma dove nonostante tutto abbiamo anche rischiato di andare sul 2-0 in quattro cinque occasioni ed a quel punto la partita sarebbe stata diversa”.
Quale caratteristica vorrà vedere in campo domani?
“L’atteggiamento che abbiamo sempre avuto. È chiaro che bisogna cercare di ritornare ad essere quelli che eravamo. Un atteggiamento molto attento e senza timore perché se inizi la gara con il freno a mano tirato non puoi avere dei vantaggi e la squadra deve dimostrare di avere carattere con tutti al servizio del collettivo. I segnali di queste prestazioni non positive si erano già avvertiti durante la settimana, e questo era già un mezzo campanello di allarme che avevo intravisto. Il problema è quando continui ad avere questo atteggiamento ma con la Roma noi abbiamo fatto una grande prestazione e siamo arrivati un po’ scarichi. Adesso siamo anche in riserva a causa degli infortuni ed a volte sono costretto a cambiare modo di giocare per mantenere l’equilibrio”.
Che partita si aspetta domani con la Fiorentina che è sicuramente cambiata rispetto alla partita di andata?
“La Fiorentina ha cambiato qualcosa, adesso ha i tre in fase offensiva e si chiude molto bene. Stranamente fuori casa ha un rendimento migliore che in casa perché riesce ad avere i quattro difensori più quelli che diventano i cinque centrocampisti quando si difendono e non trovi tanti spazi. Pertanto sarà una gara difficile come spesso accade quando incontriamo squadre chiuse. Poi hanno dei giocatori con i quali potranno creare delle difficoltà nelle ripartenze. Lo sappiamo ed in settimana abbiamo lavorato valutando anche le condizioni della Fiorentina e voglio una squadra che giochi con razionalità e che si proponga per cercare di creare problemi agli avversari”.
Sculli come sta? Ci sono possibilità di vederlo in campo?
“Sculli ieri stava benissimo ed era contento del lavoro fatto con il preparatore. Oggi viene in gruppo e dopo aver valutato le sue condizioni domani mattina deciderò “.
Mancano Zàrate e Rocchi quindi ha due soli attaccanti di ruolo Kozak e Floccari. È ancora troppo presto per vederli giocare insieme dal primo minuto?
“Possono giocare tutti e due insieme tranquillamente. È chiaro che se giochi con due punte puoi avere vaire soluzioni perché noi abbiamo anche giocato con il 4-4-2, oppure con il modulo che abbiamo adottato ultimamente con le due punte ed una cerniera nella zona centrale del campo. Questo sono soluzioni che devo ancora valutare. Ci sarà da verificare in base alle condizioni di uno o dell’altro anche perché non so nemmeno se riusciamo ad essere in 18 e potrebbe essere aggregarsi un ragazzo della Primavera, Zampa. Comunque penso di recuperare quasi tutti ed anche Sculli credo che sarà della gara”.
Domani la Fiorentina, poi ci saranno Milan a Milano ed il Chievo in casa. È una settimana molto importante. Sono tre partite che possono significare molto per il proseguo della stagione?
“A gennaio dissi che si presentava un mese particolarmente impegnativo ed intenso usciti dal quale potremo fare le nostre valutazioni. Se usciamo bene da questo mese possiamo avere delle ambizioni. Ora è passato già metà ma abbiamo ancora l’opportunità di recuperare il terreno perduto ed è una cosa nelle nostre possibilità. Vorrei fare delle buone prestazioni come intensità, come gioco e possibilmente arrivare a dei buoni risultati. Ne abbiamo la possibilità e soprattutto la volontà. Dobbiamo crederci il mister per primo”.
Si aspetta qualcosa da questi ultimi giorni di mercato?
“Penso che non ci saranno altre operazioni. Se ci sarà qualcosa sarà in uscita visto che è arrivato Sculli e come avevo già detto in precedenza se arriva qualcuno deve andare via qualcun altro. A parte questo non penso che ci saranno delle operazioni di mercato”

Fonte:lalaziosiamoi

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Posted by on Gen 28 2011. Filed under Formello, News Lazio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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