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Europa League, Borussia Mönchengladbach: dagli anni ’70 dei Puledri al declino, ora Lazio

Europa League, Borussia Mönchengladbach-LazioL’Europa League ha scritto il suo futuro, ha scritto per mano della sorte il futuro della Lazio. Sedicesimi di finale e un’avversaria tedesca come il suo Miro dai piedi fatati, il Borussia Mönchengladbach dal nome impronunciabile per giocarsi una qualificazione non impossibile. Qualche coincidenza fa sorridere, società polisportiva fondata nel 1900. Non in Piazza della Libertà ma a Mönchengladbach. «Per somma di risultati, continuità di rendimento e spettacolarità, il Borussia Mönchengladbach è stato forse la squadra europea più ammirata nell’arco di un decennio», sottolinea l’Enciclopedia del Calcio. E’, infatti, uno del club più blasonati della Germania. Sarebbe bene non dimenticarlo.

LA STORIA – Una storia lunga 112, come la Lazio. Con il suo decennio d’oro, come la Lazio. Il Borussia può vantare sul petto due stelle, che in Germania significano aver vinto cinque titoli nazionali e in pochi possono fregiarsi di questo onore in terra teutonica. Il Borussia Dortmund ad esempio, e il Bayern Monaco che di stelle ne ha quattro. Cinque scudetti conquistati uno dopo l’altro nel decennio sul tetto del mondo, gli anni ’70 in cui insieme al Bayern dominava la scena nazionale e internazionale. In due anni, nel 1970 e nel 1971, vinse due titoli unica squadra tedesca a riuscire nell’impresa grazie ad un tecnico votato all’offensiva e al contropiede, Weisweiler. A guidare quell’armata Berti Vogts capitano e bandiera, Jupp Heynckes primo del Borussia a laurearsi capocannoniere in Bundesliga, Allan Simonsen, Günter Netzer idolo dei tifosi. Erano forti, invincibili e li chiamavano ‘Puledri’, lo stesso nome con cui ora vengono chiamati i caldissimi tifosi del Monchengladbach (in casa il Borussia è una delle squadre meno battute). Vinsero uno scudetto dopo l’altro, e addirittura tre consecutivi nel 1974, 1975 e 1976. E il cammino internazionale non fu da meno per quel Borussia da sogno: la prima Coppa Uefa esposta in bacheca nel 1974, poi sotto la guida del nuovo allenatore Udo Lattek – che trasformò il gioco sfrontato dei tedeschi in pragmatismo e disciplina tattica – arrivarono ai brividi della finale di Champions League persa a Roma contro il Liverpool. La conquista della seconda Coppa Uefa nel 1978/79 fu l’ultimo acuto di un’epoca d’oro che volgeva al termine. Iniziò un lungo declino, segnato da una forte crisi societaria e da due retrocessioni nel 1998/99 e nel 2006/07. Anni sofferti, anche dopo il ritorno in Bundesliga l’anno successivo, tanto che solo due anni fa – nella stagione 2010/11 – si giocò lo spareggio per non retrocedere di nuovo.

IN BUNDESLIGA – Il primo scorcio di stagione 2012/2013 non è delle più esaltanti per i Puledri di Monchengladbach. 25 punti conquistati in diciassette giornate di Bundesliga (il Bayern Monaco ne ha 42), e un quinto posto in classifica condiviso con Shalke 04 e Stoccarda. Tante le reti subite, 26 contro le 25 messe a segno in sei vittorie quattro sconfitte e ben sei pareggi. Numeri che la qualificano come settimo attacco del campionato, ma anche come sesta difesa meno battuta.

CAMMINO EUROPEO – Il quarto posto nella scorsa stagione di Bundesliga è valso aiPuledri il preliminare di Champions League perso però contro la Dinamo Kiev. Il Monchengladbach ha inziato allora il suo cammino in Europa League, e al termine della fase a gironi si è qualificata ai sedicesimi di finale come seconda classificata a quota 11 punti, alle spalle del Fenerbahce. Una sola sconfitta e un attacco che si è laureato come migliore del girone C, sei invece i gol subiti.

MODULO E FORMAZIONE – La squadra del basso Reno si schiera con un classico 4-4-2, la squadra guidata dallo svizzero Lucien Favre è solida e compatta. Votata più alla fase difensiva, ben arroccata quando si tratta di coprire e veloce nel colpire con le ripartenze sulle fasce. Mister Petkovic dovrà studiare bene e tenere sotto controllo Juan Arango, esterno sinistro ex Mallorca che ha già siglato cinque gol in Bundesliga e sull’out mancino regala spinta e fantasia. Ma attenzione anche alla forza fisica di un mediano tosto come Håvard Nordtveit. Il Borussia non ha un vero e proprio bomber, in attacco spicca Patrick Herrmann, seconda punta che all’occorrenza può agire anche da esterno destro o dietro le punte, ha segnato tre gol in Bundesliga. Titolare accanto al tedesco Luuk De Jong, fratello di Siem dell’Ajax, acquistato questa estate dal Twente per 15 milioni di euro per rimpiazzare il talento di Marco Reus e tornato in campo a inizio dicembre da un infortunio. Nel pacchetto offensivo il tecnico Favre può contare anche suMike Hanke, tipica punta centrale che ha messo a segno quattro gol in questa stagione, e sul giovane talento di Peniel Mlapa, veloce e potente fisicamente. Il tedesco parte spesso dalla panchina, ma quando ne ha avuto l’occasione ha saputo dire la sua come nella sfida di Europa League contro il Marsiglia.

La formazione tipo vede Ter Stengen tra i pali, una difesa formata da Jantschke, Stranzl, Dominguez e Dames, a centrocampo Rupp, Nordtveit, Marx, Arango, mentre in attacco Herrmann e De Jong a guidare le offensive – con le alternative di Hanke e De Camargo, al momento infortunato.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Dic 21 2012. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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