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Euroleague, Lazio-Tottenham 0-0. Festa Paul Gazza Gascoigne.

Euroleague, Lazio-Tottenham 0-0. Festa Paul Gazza GascoigneTutti in piedi, è Gazza-day. Tutti in piedi, c’è Gascoigne che guarda. Gazza-day vuol dire il ritorno del 10, del talento sfortunato e irriverente, del genio per eccellenza, quello che si perde, e rimane nel cuore degli appassionati. “Chi cade e si rialza è più forte di chi non è mai caduto”, la Nord sintetizza. Il Gazza day vuol dire out Zarate, nonostante fosse convocato, ed in panca Rozzi. Vuol dire giro di campo, l’Olimpico che aspetta Gascoigne, lo accoglie, lo coccola. Ma sul terreno di gioco la storia non esiste, si parla un’altra lingua, quella dei tacchetti e della tecnica, della grinta e della qualità. E il Tottenham qualità ne ha in abbondanza, non inganni la sconfitta nel derby del Nord di Londra contro l’Arsenal. Al 5′ la sfodera: tutta la falcata e la potenza di Bale nel suo taglio, fino a superare Marchetti, e depositare il pallone in rete. L’arbitro annulla, qualche dubbio rimane. La Lazio risponde con un tiro di Lulic da appena fuori area che finisce “appena” alto. Minuto 18, e Ledesma esplode il destro, Lloris riesce a deviare solo sulla traversa, Lazio in crescita, ringhia il Tottenham, velocissimo sulle fasce, robusto nella mediana. Capitan Bale graffia ancora: il suo tiro-cross è pericoloso, Marchetti la devia. Al 26′ la sfida dei portieri continua: è Hugo Lloris ad opporsi a Kozak, solo di fronte alla porta. Poco freddo l’attaccante ceco, reattivo l’estremo difensore francese, fortemente voluto da Villas Boas. Ancora Liber Kozak non riesce ad insaccare: il cross di Mauri al 31′ è al bacio, l’inzuccata tutto meno che precisa. La Lazio preme, cerca il vantaggio, chiude il primo tempo in crescendo. Terza occasione per la Lazio, terza occasione per Kozak: lancio per la punta ceca, Lloris in uscita disperata respinge. Curioso contrattempo per Kyle Walker: per un attimo gli era stata data la maglia 49, senza nome, in cambio della sua, la 28, insanguinata. Tutto risolto: dagli spogliatoi è stata portata la maglia giusta. L’inizio del secondo tempo non cambia lo spartito, le due sguarde provano ad affrontarsi a viso aperto, svarione della difesa del Tottenham: Kozak per la quarta volta, porta spalancata, grazia ancora Lloris. La rabbia di Lulic solo in area, le facce incredule dei tifosi: la vena realizzativa dell’attaccante sembra essersi esaurita. Villas Boas si gioca al 62’ il doppio cambio: dentro il velocissimo Aaron Lennon, e Defoe. Squadra londinese a trazione offensiva: out Dempsey e l’islandese Sigurdsson. Pochi secondi, la difesa difensiva inglese balla: taglio di Mauri, Lloris in uscita manda in fallo laterale. Lo sconcerto sale: ancora palla buona per Kozak in area di rigore, la sua scivolata è tutto meno che decisiva. Cambio a ritmo di samba per Petkovic: dentro Ederson fuori Hernanes, spento. Punizione di Ledesma al 71’, fuori di poco. Il Tottenham fa uscire Carroll, dentro Dembele, risponde il guru di Sarajevo mettendo dentro Candreva e Floccari, per Lulic e Kozak. Qualche fischio per il ceco, troppi gli errori sotto porta. Vuole chiudere in attacco la Lazio: l’ingresso di Candreva ha vivacizzato l’attacco biancoceleste, la difesa del Tottenham non fa che ballare, just dancing. Angolo di Candreva all’84’, svetta imperioso Ciani da pochi metri, Lloris salva per l’ennesima volta la sua porta. Ammonito Floccari per proteste, gli ospiti londinesi sembrano accontentarsi del pareggio. Un altro X a Londra contro il Panathinaikos, e gli inglesi sono passati, senza stupire, senza strafare, pallida copia dei fasti di Redknapp. La Lazio si gioca il primo posto a Maribor, oramai qualificata. Prova anche Floccari, appena entrato in area, il suo tiro è fuori, ma sono gli ultimi bagliori di un match senza reti. Gazza day, vuol dire parità, nessun dolore per Gascoigne. Prestazione positiva dei biancocelesti, per palle-gol costruite e fluidità di gioco, resta la dura lex, sed lex: senza Klose la dea del gol non guarda ai biancocelesti. O forse la serata di Kozak è nata sotto una stella sbagliata: quella dei senza-gol, tutto meno che decisivi, pallida copia del catalizzatore di gol che fu. Cambia poco: reti bianche, ma gli occhi brillano. C’è Gascoigne, che guarda. C’è la Nord, che canta a Gascoigne.

Fonte:lalaziosiamonoi

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