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E SO’ 100!

E SO' 100!Nel calcio ci sono semplici storie e vere e proprie leggende. E tra dribbling, carattere, personalità e talento ci sono volti che si apprestano a diventar leggende. Con la gara di oggi avrò visto cento volte quello sguardo, quegli occhi stringersi per rabbia, distendersi per soddisfazione e gioia. Cento volte quel busto chinarsi in avanti e puntare l’avversario con ostinazione, cercare il dribbling, spesso vincente, talvolta imprudente. Quel sorriso sarcastico per una giocata non riuscita, le mani nei capelli a scuotere il capo per un gol mancato e le braccia aperte e la corsa sotto la curva per quella rete bucata. La gara di oggi è stata la sua centesima partita in serie A, cento presenze con quel numero dieci, il cui rappresentante mancava da anni al popolo laziale. Cento partite con la maglia biancoceleste, con la prima squadra della capitale. Cifra tonda come la traiettoria di quello splendido pallonetto contro il Cagliari, il 31agosto del 2008, il suo biglietto da visita, il primo di una lunga serie. Sono trascorsi più di due anni eppure il tempo sembra fermarsi quando ricordo la tua prima stagione a Roma. Un avvio strepitoso, gol di pregevole fattura, assist, dribbling, e reti di estrema importanza. Dopo oggi, cento saranno le volte in cui ti avrò visto dare l’anima, sudare e meritare quella maglia. Cento volte ti ho visto correre sul quel prato verde, ho incitato le tue giocate, ho inveito a volte contro la tua caparbietà calcistica che di tanto in tanto sfociava in egoismo e presunzione, eppure mi sono sempre fidata di te, del tuo talento, perché non si può esser presuntuosi se non si è grandi. Cento volte Maurito. Cento volte le immagini di quella Coppa Italia alzata al cielo, cento volte quello splendido destro che ammutolisce i cugini nel derby di ritorno, cento volte quella Supercoppa italiana, cento volte quelle lacrime per la tua squadra dopo un’espulsione. Cento volte Zarate. Cento volte la voce di Guido che grida “ancora Maurito Zarate” ad ogni tua azione. Cento volte il suo “Maurito mio cos’hai fatto?” ad ogni tua giocata, ad ogni tua rete. Gia, nel calcio ci sono storie. C’è quella del ragazzo di Haedo finito troppo presto negli Emirati Arabi per denaro. C’è quella della neo promessa del calcio argentino  proposto alla squadra giallorossa ma rifiutato. E poi ci sono le leggende come Mauro Zarate, per noi Maurito , con quel numero dieci sulle spalle che ci ha fatto innamorare e credere che un ottavo re di Roma possa davvero esistere.

Annalisa

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Posted by on Gen 6 2011. Filed under Esclusive SSLN, News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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