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Dias, carezza al “sogno” Europa e macigno su Zàrate: “Ci sono molte possibilità di entrare in Champions… Mauro in panchina? Gioca chi si allena meglio!”

DIAS E IL SOGNO EUROPA, ZARATE? GIOCA CHI SI ALLENA MEGLIOUna carezza per il sogno Champions, un macigno sulla spina Zàrateè così, parafrasando una celebre battuta dell’indimenticato attore romano Mario Brega, il gigante carioca sa essere piuma e ferro al tempo stesso. Parla da leader la guida della difesa biancoceleste. Lo sfortunato harakiri di Cagliari brucia ancora – “Non ho capito bene cosa sia successo, ma chiedo scusa a tutti i tifosi” – , ma non abbastanza da scalfire delle certezze radicate nel corso del tempo. Non ha compiuto da molto un anno di Lazio (il 7 febbraio con il Catania il suo esordio), ma è già considerato una delle coscienze critiche dello spogliatoio. Pacato nei toni, deciso nelle entrate, elegante palla al piede, ma anche spigoloso nei momenti caldi. Sono gli opposti che si attraggono ed indicano la via ad un muro difensivo che in 27 giornate ha incassato appena 23 reti, due negli ultimi 6 turni. “E’ facile giocargli vicino, è un campione”, ha detto di lui il suo compagno di reparto Biava. Definizione roboante avallata da prestazioni e prove di forza che ne hanno fatto il comandante del reparto più solido dell’intero impianto di Reja. Petto in fuori e testa alta, in campo come fuori.. Andrè Dias

Questa mattina alle 9,30 l’occasione l’ha concessa la clinica Paideia, dove il brasiliano, preceduto da Lichtsteiner (Infiammazione del primo dito piede destro, inizierà oggi una terapia specifica, con il Palermo ci sarà), si è recato per monitorare il problema al ginocchio accusato nel corso del riscaldamento pre-gara al Sant’Elia. La risonanza magnetica ha evidenziato una “situazione di infiammazione della parte mediale (interna) del ginocchio destro”, seguirà una terapia anti infiammatoria specifica. Le sue condizioni verranno controllate nuovamente nell’arco della prossima settimana, ma domenica dovrebbe essere regolarmente al suo posto per continuare ad alimentare la volata verso l’Europa che conta. Da sempre l’ambizione dichiarata dell’ex centrale del San Paolo: “Non penso ci siano problemi, – ha esordito all’uscita dalla clinica specializzata capitolina Dias, che all’andata decise il match con una splendida girata al volo – , Speriamo di fare un’altra rete, a Palermo ho dimenticato di dedicare il gol a mio figlio. Quella fu una giocata bellissima, quando tornai a casa il mio piccolo mi festeggiò molto, ma la cosa più importante è che la Lazio possa vincere. Se devo dire la verità, arrivare a giocare la Champions League è un mio sogno. Il mio primo desiderio, quello di giocare in un calcio importante, l’ho realizzato vendendo a Roma, il secondo è quello di disputare questa competizione. Penso che ci sono molte possibilità di farcela. Da qui alla fine mancano 11 partite, possiamo arrivare fino in fondo”.

Non si nasconde il baluardo di Reja, crede fortemente nella qualità della Lazio, malgrado i soliti limiti di concretezza in fase offensiva: “Non penso che i nostri problemi siano solo davanti, c’è Kozak che è un ragazzo molto giovane e sta facendo bene, Floccari che è appena tornato dall’infortunio, speriamo che domenica possiamo fare meglio da questo punto di vista”. Scagiona le sue punte, ma quando il discorso finisce su Zàrate si schiera apertamente con le scelte di Reja, che negli ultimi tre incontri l’ha relegato in panchina: “Penso che scendano in campo dal primo minuto coloro che si allenano meglio – tuona senza indugi Dias – , Credo sia in questo modo che ragiona il mister. Se io durante la settimana ho lavorato male non posso giocare domenica. Per questo che ora stanno giocando Sculli e Kozak, perché negli allenamenti vanno bene. La domenica deve giocare chi si allena meglio”. Più chiarezza non era possibile, argomento esaurito in poche parole, inutile incalzarlo ulteriormente, tanto vale chiudere su quello che ormai è il traguardo dichiarato della stagione biancoceleste: “Non possiamo pensare a Napoli, Inter o Milan, il nostro obiettivo deve essere quello di vincere la nostra partita e dopo si vedrà”.

Fonte:lalaziosiamonoi

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Posted by on Mar 1 2011. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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