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Di padre in figlio, Wilson : ” vittoria dei tifosi della Lazio “

Di padre in figlio, Wilson : " vittoria dei tifosi della Lazio Pino Wilson e alcuni dei compagni di squadra con cui si aggiudicò lo storico scudetto del 1974 in occasione della manifestazione “Di padre in figlio” all’Olimpico

Bartoletti
Pino Wilson, la festa-scudetto è stata un successo. Organizzazione, costi, retroscena, ci racconti tutto…
«Avevamo preventivato una spesa attorno agli 80-90mila euro, siamo andati oltre perché le presenze sono aumentate. Faccio un esempio, la sicurezza: sono serviti 210 steward ed altri 250 sono venuti come volontari, in tutto sono stati circa 500. C’erano 8 autoambulanze composte da due soccorritori, un infermiere e un medico, erano dotate di defibrillatore. In più erano pronte quattro squadre, più due di riserva, ognuna di esse era composta da un dottore, un soccorritore e un infermiere».

E’ stata dura, ci siete riusciti.
«Sono serviti quattro mesi di lavoro intensissimo, svolto di giorno e di notte. A volte andava bene, altre volte c’è stato bisogno di correggere qualcosa, il risultato è stato sorprendente».

Cosa avete provato in campo?
«Una gioia del genere non puoi esprimerla a parole. Festeggiare uno scudetto lontano 40 anni in un Olimpico così pieno è stato fantastico. L’entusiasmo di lunedì è stato pari a quello vissuto il 12 maggio 1974».

La vittoria è stata doppia: parte del ricavato andrà in beneficenza come promesso…
«In beneficenza andranno dai 25mila ai 30mila euro, i soldi saranno devoluti alla So.Spe di Suor Paola, all’associazione di Gianni Elsner curata da Andrea Ottaviani, che si occupa di adozioni a distanza in Paraguay. E poi ad una Onlus di Acilia che protegge bambini con problemi in famiglia. Il popolo laziale ha dimostrato ancora una volta di avere un grande cuore».

Wilson, chi ha vinto lunedì sera?
«E’ stata premiata l’appartenenza ai nostri colori, la voglia di tutte le famiglie laziali di partecipare ad eventi di questo tipo, è stata la loro festa. All’Olimpico ho visto neonati, carrozzine con dentro piccoli tifosi. Padri, figli e nipoti di qualsiasi età».

Quando nacque l’idea?
«Nacque dopo lo spettacolo svolto al “Sistina” nel maggio 2013, quel giorno dissi a Giancarlo Oddi che per il 40esimo anniversario del nostro scudetto avremmo dovuto fare cose molto importanti. Giancarlo rispose “e allora”? Io dissi “prendiamo l’Olimpico”. Mi disse “sei pazzo, ne parliamo dopo agosto”. I sondaggi iniziarono tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, i riscontri furono positivi, il coro fu unanime. Iniziammo a seguire l’Iter burocratico, organizzare un evento con più di 60mila persone non è uno scherzo».

Dopo alcuni contatti non si trovò l’accordo con la Lazio per collaborare all’organizzazione dell’evento. Perché?
«Noi abbiamo ringraziato la Lazio perché ha mandato all’Olimpico tre giocatori più un rappresentante del settore giovanile, anche se in questa forma la società è stata presente».

Cosa l’ha colpita di più?
«La compostezza del pubblico. Non è successo niente di niente, credo che questo sia stato un grandissimo risultato. La gente si è divertita e quando la vedi contenta sei felice. E’ stata una festa vissuta all’insegna dell’appartenenza».

E a tarda sera vi siete ritrovati tutti a cena…
«Siamo andati a cena in un locale di Roma, c’era stanchezza, ma siamo stati molto bene. Ho visto giocatori di fama internazionale ridere in mezzo al campo, l’atmosfera è stata bellissima dall’inizio alla fine.

Cosa vi hanno detto gli altri grandi ex?
«Il ritornello era “avete fatto un miracolo nel riempire l’Olimpico”, questo ci ha gratificato».

Di padre in figlio, all’Olimpico sono tornati tanti laziali…
«E ne siamo felici, lo spirito dell’evento era questo non a caso abbiamo fatto giocare tutti i nostri figli, hanno preso il nostro posto in campo, la lazialità si tramanda da sempre».

E’ nata qualche polemica, si sono notate alcune assenze, quelle di Manfredonia e Di Canio.
«Avevamo invitato anche Manfredonia, non è venuto per motivi professionali. Di Canio è stato chiamato, non ha risposto. A me dispiace se qualcuno è stato dimenticato, può essere che sia successo, in una rosa così ampia può anche sfuggire un nome».

Una notte magica, ha fatto rinascere tanto amore.
«E’ stato applaudito Nesta, gli è stata tributata la standing ovation, siamo contenti che questa notte abbia promosso la pace dopo qualche screzio, è stata una gran bella cosa. Ho letto soddisfazione negli occhi dei tifosi e degli stessi protagonisti».

Cari eroi del ‘74, adesso cosa avete in mente?
«Mia moglie ha detto “se ricominci subito me ne vado…”. Adesso ci aspetta una settimana di vacanza, poi vedremo».

Fonte:corrieredellosport

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