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Conferenza stampa, Petkovic: “Vincere sempre contro tutti. Il gruppo è fondamentale”

Conferenza stampa, Petkovic vincere sempre contro tutti. Il gruppo è fondamentaleFormello – Prima conferenza stampa per Vladimir Petkovic, il nuovo allenatore della Lazio, dopo aver posato con Olympia e una sciarpa biancoceleste, ha preso parola nella sala stampa al Centro Sportivo di Formello per rispondere alle domande dei giornalisti presenti, accorsi numerosissimi per le prime parole dell’ex mister del Sion, tanto da esaurire i posti a sedere.

Tare presenta Petkovic. “Buonasera, sono contento di fare questa presentazione dopo la vittoria di ieri della Primavera, che ci dà un pò di allegria. Ringrazio tutti voi per essere qui in sala per la presentazione del nuovo tecnico. Un allenaotore che sicuramente per molti di voi è una novità. Ho sentito con interesse i commenti su di lui e sul suo staff. E’ stata una scelta coraggiosa basata sui fatti che abbiamo seguito nel tempo. Lo conosco da più di due anni, ho avuto modo di vederlo quando seguivo Lulic ed ho potuto apprezzare il gioco che propone. Ne sono rimasto colpito. Il lavoro svolto da Reja è stato molto importante. Oggi però abbiamo voluto portare alla Lazio un simbolo di lavoro, umiltà e con le idee ben chiare. Spero che possa proseguire il lavoro fatto negli ultimi due anni e portare la Lazio davvero in alto nel calcio italiano ed europeo.”

Parla Petkovic: “Buonasera a tutti, penso che per me sia molto importante essere arrivato a questo punto della carriera. Ho fatto un salto di qualità e voglio dimostrare il mio valore. Sono davvero onorato di allenare la Lazio, una squadra con 112 anni di storia. Nell’ultimi 2/3 anni la squadra ha fatto veramente bene e anche io voglio continuare in questo senso e far parte di questo ambizioso progetto. La Lazio deve puntare sempre più in alto. Certo, tutto va fatto ‘step by step‘, passo dopo passo, senza strafare. Nelle prossime settimane cercherò di fare le mie valutazioni. Conosco abbastanza bene tutte le realtà italiane, ma un conto è guardare da fuori, un conto è avere un contatto quotidiano con i giocatori. In questi giorni ho avuto modo anche di leggere cosa si dice su di me. Nel mio lavoro è fondamentale il gruppo: sono convinto che nel calcio odierno senza il lavoro di squadra non si vince nulla. E’ importante avere individualità importanti, ma il gruppo è fondamentale per raggiungere i risultati soddisfacenti. In questo ultimo periodo ho conosciuto persone interessanti e pronte a darmi una mano come il Presidente Lotito, il ds Tare, il segretario generale Calveri e tanti altri. Sono contento di far parte di questa famiglia. Posso sembrare duro, ma sono una persona sensibile, che ama il contatto e che parla guardando negli occhi. Dai miei collaboratori pretendo la stessa cosa. La comunicazione è molto importante, per me i giocatori sono prima uomini e poi calciatori. Vedendo tutto quello che è stato fatto fin’ora credo che in questa società si possa fare molto bene. Dobbiamo puntare sempre più in alto, questo pretendo dai miei uomini, ma in primis da me stesso. Quando ottengo il 100%, il giorno dopo pretenderò il 110%. Abbiamo fatto un piccolo programma per la preparazione e il ds Tare può dare qualche informazione in più. L’importante è essere tutti propositivi e attivi. Abbiamo ambizioni importanti: vincere sempre contro ogni avversario, con rispetto. Dobbiamo dare l’impulso sia in fase offensiva che in difensiva. La mia squadra cercherà sempre di dominare l’avversario.”

La sua squadra darà spettacolo?
“Sì, prima dobbiamo conoscerci tutti quanti. Giocheremo in fase propositiva sia in difensiva che in offensiva, girando mi auguro in modo piacevole.”

Ha paura dell’impatto del calcio italiano?
“No, credo in me stesso e nel mio staff. Certo, il calcio italiano è duro e diverso dagli altri, ma abbiamo tempo di preparare la squadra per un campionato difficile.”

C’è qualche allenatore che si avvicina a lei o al quale si è ispirato?
“Come la maggior parte degli allenatori che iniziano ho dei modelli, ma poi è giusto che ognuno prosegua per la propria strada. Mi piace la concretezza di Capello, il bel gioco di Wenger, ma è importante che ogni allenatore crei il suo stile.”

Proverà a cambiare le caratteristiche della squadra  o si adatterà agli uomini?
“Voglio prima conoscere i miei giocatori, abbiamo una squadra che può fare bene. Mi lascio del tempo per dare la possibilità a tutti quanti. Da oggi comincia un processo per ottenere il massimo da questa squadra e per fare delle scelte importanti.”

Ha già un’idea di come vorrà giocare? Il suo organico ideale quanti elementi ha?
“Senza vedere i giocatori non si può fare la tattica. E’ molto importante sfruttare le caratteristiche di ogni singolo calciatore che hai a disposizione. Sono importanti i principi tecnico-tattici di ogni giocatore. La rosa ideale è di 23/24 giocatori più 4/5 giovani che facciano esperienza.”

Ha seguito le vicende extracalcistiche della Lazio? Lavora molto sul piano fisico o lavora col pallone?
“Io non faccio l’attore. L’entusiasmo che ho non deriva dalla testa, ma dal cuore. Non è piacevole leggere e sentire tutte queste cose, solamemte il tempo dirà se sono fondate. Per me èil calcio è uno stile di vita: ci vuole piacere per allenarsi e solo così si crea l’entusiasmo necessario per giocare. Tutti i bambini giocano perchè amano il pallone.”

Non ha paura dell’ambiente del calcio italiano?
“Sì, non arrivo senza esperienza, ma non ho capito ancora perfettamente l’ambiente. Io cercherò di creare un clima positivo e di rispetto reciproco.”

E’ a conoscenza che la Lazio ha avuto molti infortuni? Vuole intervenire sul mercato per puntellare la difesa?
“Sono cosciente che l’anno scorso era così, ma non so se è stata solamente casualità. Vogliamo cercare di capire cosa è successo e prevenire per la prossima stagione.”

Ha un ricordo personale della Lazio? La rosa attuale ci sono giocatori che rispecchiano il suo modo di intendere il calcio?
“Un ricordo particolare no, ho seguito il calcio italiano in generale. Ricordo Di Matteo o Boksic. Già il nome della Lazio dà uno stimolo forte.”

E’ rimasto sorpreso dalla chiamata della Lazio?
“Sì, ma so quello che ho fatto nella mia carriera, senza mai aver avuto una spinta da nessuno. Sono partito da un livello medio basso, ma aspettavo e speravo che un giorno potesse arrivare una chiamata così. Sono sicuro di poter onorare la fiducia che mi è stata data. Il mio obiettivo è conoscere alla perfezione la squadra e  non temere nessuno.”

Di quanto tempo hanno bisogno le sue squadre per giocare come vuole? Sà cosa vuol dire il derby?
“Il calcio si vive ogni singolo giorno. Tornare indietro non conviene, il pallone per me è l’oggi e il domani. Il derby vale tanto questo lo so, perchè sento davvero il calore intorno. Al derby si comincia a pensare dopo aver giocato la partita che lo precede.”

Zarate?
“Zarate lo conosciamo tutti. E’ un giocatore che ha fatto belle cose in Italia, se sarà a disposizione farà parte del gruppo come tutti gli altri. Ogni singolo calciatore deve mettersi a disposizione della squadra.”

La sua avventura al Sion?
“Ho fatto l’allenatore del Sion per 16 giorni, una squadra che ha lavorato poco sul fisico e non era in ottime condizioni mentali. Sapevo già che la Lazio era dietro l’angolo, ma ho accettato, ho vinto e sono molto contento.”

Che voto dà alla sua carriera? Come valuta il campionato italiano? Cosa vuole dire ai tifosi?
“Della mia carriera parla la matematica. Il calcio italiano è molto fisico, tattico, difficile da affrontare, ma con le mie idee voglio portare qualche novità. Lo rispetto, ma non lo temo. Ai tifosi voglio dire che non faccio delle promesse, ma in ogni allenamento e in ogni partita cercheremo di fare meglio degli avversari, lavorando sodo”

Che partita si attende dal derby?
“Dipende anche da quando si giocherà. Sono sicuro che sarà un derby spettacolare, senza troppi tatticismi. Si giocherà per vincerlo.”

La sua esperienza alla Caritas?
“Ho avuto un buco di 6-7 anni nella mia carriera, ho lavorato anche con disoccupati e organizzazioni come la Caritas. Anche con loro c’è il confronto e ci vuole tanta motivazione. E’ stato un compito difficile che mi ha aiutato nel calcio a gestire determinate situazioni.”

Cosa non è andato in Turchia? Le piace Ylmaz?
“Ho imparato tante cose in Turchia, vivendo pressato da un certo tipo di stress, ma sono stato sfortunato nel capitare nel momento meno adatto. E’ stato giusto lasciare la squadra che allenavo. Ylmaz ha tante qualità, ha fatto molti gol  nel campionato turco e anche in Europa ha dimostrato di essere un buon giocatore.”

Ylmaz è un obiettivo della Lazio?
“L’obiettivo è fare il gruppo. Poi un giocatore può aiutare o meno, ma ci sarà tempo per parlarne.”

Il calcio italiano è “malato”?
“Quello che sta succedendo non fa piacere, è una malattia che si deve curare e che va debellata dal calcio.”

Ha visto l’età media della Lazio?
“Ci serve tempo per valutare tutti i pezzi della rosa e i giovani che faranno la preparazione con noi. Tra qualche settimana potrò dire sicuramente qualcosa di più.”

E’ vero che vive male le sconfitte?
“Amo vincere. Le sconfitte cerco di digerirle in me stesso, ma spero comunque che ce ne siano il meno possibile.”

Ha parlato di uomini e di gruppo. Ha in mente di chiamare Reja?  Come si porta il gruppo dalla sua parte?
“A Reja faccio tanti complimenti. Non voglio tornare sul passato. Il gruppo è molto importante e convincerli tocca a me, ma anche loro dovranno saper accettare le mie scelte.”

Fonte:lazialità

Il suo staff: “L’allenatore in seconda sarà Antonio Manicone che conosce bene il campionato italiano e credo che sarà un arma in più. Paolo Longoni, lui è molto avanzato nel campo, un ricercatore a livello europeo che ha anche fatto scuole qui in Italia. Insieme ai prepatori atletici faranno un gruppo forte per dare la possibilità alla squadra di stare sempre bene e con meno infortuni possibili. Il preparatore dei portieri rimane Grigioni. In più ci sarà una figura di campo che sarà Jesse Fioranelli.”

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Posted by on Giu 6 2012. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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