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Con il recupero di Zarate Lazio da Champions

Con il recupero di Zarate Lazio da Champions, ZARATE RISORSA IN PIU' PER LA CHAMPIONSQuattro gol nelle prime sedici giornate, la flessione d’inizio gennaio, la squalifica post Bologna, la panchina nelle ultime due partite. Ha dato meno di quanto potrebbe Zarate, ma la Lazio lo aspetta, deve recuperarlo. Riportarlo al top, significherebbe prendere un’altra poderosa spinta nella corsa alla Champions League. Reja ci pensa, sa cosa potrebbe diventare la squadra biancoceleste se l’argentino tornasse ai livelli del primo anno, segnando e trascinando nelle prime ultime 12 giornate di campionato. Può diventare una risorsa da sfruttare Maurito, ma si deve anche aiutare da solo, uscire dal tunnel, dimostrare sul campo il suo potenziale. Non si discute la qualità, è discutibilissimo il rendimento. Con una sfumatura preoccupante: se nel giorne d’andata era apparso in crescita, aveva dato segnali di risveglio, regalando prestazioni importanti, nelle ultime settimane l’involuzione si è accentuata.

Reja ne ha parlato anche con Delio Rossi, quando si sono incontrati a Coverciano. Hanno parlato della gestione di Maurito., dell’aspetto tattico, delle pressione che avverte di cui forse dovrebbe essere alleggerito, perché ha personalità, ma finisce per portarle in campo: eccede nell’individualismo quando la squadra o lui stesso si trovano in difficoltà. Lo fa per rispondere alle aspettative che si sono create subito dopo il suo arrivo alla Lazio o per dimostrare, com’è acaduto nel finale di partita con il Bari, quando non ha gestito al meglio alcuni palloni importanti in una fase delicatissima.

Il momento delle sfuriate è passato. Reja, negli ultimi giorni, è sembrato più dolce nei confronti di Maurito, che forse ha bisogno di essere coccolato e sentirsi considerato. Lo sta pungolando, sperava segnasse a Brescia,dove era entrato bene in campo. E’ andato in maniera meno brillante con il Bari. E’ ovvio che il tecnico friulano sia il primo ad augurarsi il risveglio di Maurito. Non gli ha dato compiti di copertura nelle ultime apparizioni, ma le difficoltà non sono di natura tattica, anche se con maggiore libertà d’azione può esprimere meglio il suo talento. Nel girone d’andata Maurito aveva dimostrato di sapersi adattate e di sacrificarsi sulla fascia destra. Con il Napoli, miglior prestazione stagionale, aveva giocato e segnato da centravanti. Con Inter e Juventus, subito dopo, era andato in gol giocando a sinistra nel 4-2-3-1, forse la posizione più congeniale quando non viene impiegato da punta vera.

Ecco perché nelle prossime settimane potrebbe entrare in concorrenza con Sculli, in questo momento preferito da Reja per la corsa, i rientri nella fase difensiva, la profondità. Deve rincorrere Zarate, gli saranno concesse delle possibilità, cercherà di sfruttarle. E’ possibile che a Cagliari parta ancora dalla panchina, è la logica della concorrenza e delle scelte delicate a dodici giornate dalla fine del campionato. E pensare che l’avventura di Maurito in Italia iniziò proprio una domenica di fine estate al Sant’Elia, quando si presentò con una doppietta. Era il suo debutto nel campionato italiano, ci arrivava dopo la panchina in Coppa Italia con il Benevento e la scia di una settimana di polemiche perché Rossi lo aveva lasciato fuori. Quel giorno cambiò la storia della Lazio e nacque la stella argentina. Sarebbe bello riportare l’orologio indietro e provare a ripartire nello stesso modo.

Fonte:corrieredellosport

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Posted by on Feb 23 2011. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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