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COLOMBIA: BARA ALLO STADIO DELL’AMICO-TIFOSO UCCISO. OCCIDENTE benpensante e moralista SCANDALIZZATO!

FOLLIA ULTRA’: CADAVERE IN CURVA, ALLO STADIO COL MORTO, IN COLOMBIA SI VA ALLO STADIO ANCHE DA MORTI… E così via. Basta sbirciare tra le news sportive (sic !!) dei maggiori siti d’informazione italiana per rendersene conto: Adnkronos, Ansa, Repubblica, La 7 e via dicendo. Praticamente ci sono ricascati tutti: evviva il sensazionalismo, abbasso la notizia sensata.

Ma che sarà mai successo in Colombia? Che avranno fatto di così tanto allucinante gli ultrà? Mica qualche feticista becchino avrà pensato di esporre un cadavere allo stadio?

E’ successo che durante il match di Categoria Primera A (Serie A) tra Cucuta Deportivo (ex squadra dell’ex Parma, Palmeiras e New Castle United Faustino Asprilla) ed Envigado Football Club, i tifosi di casa hanno portato allo stadio lo striscione IGUANA VIVE e soprattutto la bara di Cristopher Jacome, giovane 17enne assassinato qualche giorno prima mentre giocava a calcio.

La notizia è che tra i quattro continenti del globo, non c’è più paese che non viva il calcio come una semi religione civile, una sorta di mistica popolare, mistero di un culto pubblico officiato a cielo aperto (in curva come in tribuna) e puntualmente non compreso (guarda caso!) proprio dai non tifosi. Perché è ormai prassi che anche l’estremo saluto, si possa fare allo stadio: in Inghilterra si stacca il seggiolino della persona scomparsa, un po’ come per i faraoni egiziani si faceva dei loro oggetti al momento del trapasso, mettendoli nel sarcofago. In Spagna c’è un tifoso che in tribuna porta con sé l’urna con le ceneri del papà estinto. E in Scozia i nomi dei defunti sono incisi sui mattoni di cinta dello stadio. Capite?

In Italia abbiamo avuto i funerali dei CUORI TIFOSI Andrea detto ‘Lo Skrondo’ (ultrà del Perugia) celebrati sotto la curva dello Stadio Renato Curi, di Carminuccio ‘O Siberiano’ (ultrà Salernitana) nello Stadio Vestuti e di Emiliano del Rosso (ultrà dell’Empoli) officiati nello Stadio Castellani, tutti con tanto di messa religiosa (stavolta vera!) E poi, non più tardi di un mese fa, gli amici del carismatico leader romanista Fabrizio ‘Er Mortadella’, per l’ultimo saluto hanno fatto transitare il carro funebre sotto la Curva Sud dello Stadio Olimpico.

E allora? Che sarà mai successo di così tanto pazzesco in Colombia, da scomodare il bon ton moralistico di Adnkronos, Ansa, Repubblica e La 7 ?

Apriti cielo: spettacolo tetro, orripilante, macabro! Questo il taglio notiziabile per stampa e critica italiana, vittime ancora una volta di eurocentrismo, ignoranza e superficialità (non hanno perso l’occasione per capire le dinamiche degli effetti di un lutto, senza giudicare!)

Piaccia o no, ci sono reti sociali che vivono di legami ultraterreni, indissolubili ed eterni, instaurati tra giovani tifosi, che prima di tutto sono amici. E che (a volte) per l’intensità dell’amicizia possono spingersi oltre la vita, al di là della morte. Come nel caso del ragazzo colombiano, vittima di un agguato malavitoso. “In questo modo gli abbiamo reso omaggio”, hanno infatti ripetuto i sostenitori del Cucuta Deportivo (mica hanno detto: ‘siamo iene… sciacalli!’). Guardateli bene: quei giovani erano coscienti di ciò che stavano facendo, avevano visi tirati, tristi, occhi lucidi, sguardi commossi (di più: in pettorina gialla, c’erano pure le forze dell’ordine a sorvegliare la scena nello stadio colombiano!). Insomma, hanno voluto onorarlo a modo loro. Punto e basta!

E infatti, a differenza della solita stampa allineata, come l’avranno commentata i tifosi italiani? Tra i tanti, sono andato su forumlazioultras.it per capirne la reazione. E mi sono soffermato su questo commento, postato dal nick losaidiconoche1900: “se questo ragazzo viveva per la sua squadra è stato sicuramente un bel gesto, perché sono sicuro che il ragazzo lo avrebbe apprezzato. Comunque, un fiore per il ragazzo”…

Basta guardare il video di Cucuta-Evingado, ripreso dal sito Repubblica.it, per capire tutto: i tifosi rossoneri gridano IGUANA E’ VIVO! e se ne vede nitidamente uno con una maglietta bianca, scritta sulle spalle: SER HINCHA NO ES DELITO, ovvero ESSERE TIFOSI NON E’ UN DELITTO!!!

Secondo me… dalla terzomondista Colombia hanno voluto dirci qualcosa di autentico e significativo, quasi metafisico. Altro che narcotraffico, gossip scandalistico e perbenismo … (all’italiana!)

P.s. Adnkronos, Ansa, Repubblica, La7 e via dicendo (…) hanno pensato anche ad informare l’opinione pubblica italiana sulle modalità dell’omicidio del 17enne Cristopher Jacome e se c’è un processo in corso? O se gli assassini sono stati arrestati?

Maurizio Martucci

dal blog del libro CUORI TIFOSI – cuori tifosi.ormedilettura.com

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Posted by on Mar 29 2011. Filed under Curiosità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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