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Allo specchio un’altra Lazio

Dopo il giro di boa la squadra di Reja ha raccolto 26 punti: paga infortuni, squalifiche, scelte tattiche e torti arbitrali. Partita a razzo (34 punti nel girone d’andata), irriconoscibile nel ritorno: ecco i perché della flessione

 

ROMA – Una Lazio double face, una Lazio a due marce, una Lazio nel gi­rone d’andata e un’altra nel girone di ritorno. E’ lo specchio della sta­gione, riflette due immagini diver­se. La banda di Reja è partita a raz­zo, ha conquistato 34 punti nelle pri­me 19 giornate di campionato, ma non è stata capace di ripetersi. Do­po il giro di boa finora ha colleziona­to solo 26 punti (al massimo potrà arrivare a 32), ha fatto registrare medie diverse. Un girone fa la Lazio era reduce dalla vittoria contro l’Udinese, oggi si lecca le ferite e si è fatta sorpassare dai friulani. Un girone fa a questo punto del torneo (17ª giornata) le sconfitte in gra­duatoria erano quat­tro, adesso sono set­te. Oggi la Lazio è una squadra rivolta­ta nella classifica, nello spirito, nel morale, nella pa­dronanza di se stessa, nelle prospet­tive ( la Champions non sarà stata assegnata matematicamente, ma le possibilità di ottenere la qualifica­zione si sono ridotte).

I MOTIVI –Due Lazio, ma perché? An­diamo alle radici della flessione de­gli ultimi tre mesi, si può sintetizza­re in alcuni punti. 1) L’infortunio di Radu. 2) Le indecisioni tattiche di Reja. 3) L’assenza prolungata di Mauri. 4) Il nervosismo ( troppe espulsioni e troppe squalifiche). 5) I torti arbitrali. 6) La crisi dell’at­tacco (Kozak è stato lasciato in pan­china per due mesi). Rispetto alla prima parte di annata è successo di tutto, Reja è stato al centro di criti­che, si sono registrate le prime as­senze importanti, si sono verificati infortuni di ogni tipo e tanti bianco­celesti sono incappati in provvedi­menti disciplinari. Il nervosismo è stato scatenato dal calo di forma,dai risultati che ad un certo punto sono arrivati a fatica e da alcune di­rezioni arbitrali contrarie ( hanno sollevato polemiche e hanno provo­cato reazioni isteriche). La differen­za di rendimento va rintracciata an­che nell’assenza di Mauri, è un gio­catore fondamentale per gli equili­bri difensivi ed offensivi, l’infortu­nio subito in Nazionale l’ha tenuto fuori per più di un mese e questo ha pesato nell’economia dei punti. I tanti stop di Radu, soprattutto l’ulti­mo dovuto ad una squalifica e ad un guaio muscolare, hanno messo Re­ja in difficoltà. Garrido non si è ri­velato un sostituto valido e Scaloni ha fatto il possibile da terzino adattato, a sinistra si è ricreato un buco. L’attacco? Ha segnato col con­tagocce da gennaio in poi: Zarate e Floc­cari sono andati a corrente alternata, solo Hernanes è riu­scito a garantire una certa continui­tà di gol. Kozak? E’ stato rispolvera­to a Udine, in corsa, di lui s’erano perse le tracce ed è stato un errore.

I RISULTATI –La Lazio non si è ripetu­ta, avrebbe dovuto confermare la marcia dell’andata per blindare il quarto posto. Nell’ultimo mese ha perso contro Napoli, Inter, Juven­tus e Udinese. All’andata aveva vin­to contro tutte ad eccezione del match di Torino contro i biancone­ri di Del Neri (Krasic graffiò nel fi­nale, altrimenti la sfida sarebbe fi­nita in pareggio). Nel girone di ri­torno la Lazio ha faticato anche quando ha vinto, solo poche volte ha trionfato in scioltezza. I successi so­no stati risicati, frutto di uno o due golletti. A parte le tre reti di Napoli (quattro contando quella annullata a Brocchi) solo a Catania i bianco­celesti hanno vinto con tre gol di scarto.

Fonte:corrieredellosport

 

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Posted by on Mag 11 2011. Filed under News Lazio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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