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ABBONAMENTO LAZIO: NO, GRAZIE di Pierpaolo Gentili

ABBONAMENTO LAZIO: NO, GRAZIE di Pierpaolo GentiliCome accade ogni anno in questi giorni sta ripartendo la campagna abbonamenti. Dopo quello che scriverò gran parte di voi si schiererà contro, chi più chi meno. Spero che non si arrivi all’insulto telematico ma, anche se così fosse, non riesco a trattenere il mio pensiero, la mia opinione, la mia convinzione.

Questo sarà il settimo anno di diserzione dallo stadio. Una scelta dettata inizialmente dalla critica alla gestione della società per passare poi ai fatti che hanno visto coinvolti i “quattro ragazzi” per arrivare alla tragedia di Gabriele. Tralascio volontariamente la problematica legate alla tessera del tifoso.

Premetto che non ho voluto mai credere che il tifoso della Lazio si abboni per un’ottima campagna acquisti, per un calciatore con il nome importante, o per un risultato in classifica. L’unicità, la particolarità e la grandezza di una tifoseria come la nostra non si vede da questo ma dall’attaccamento alla maglia, ai colori, alle tradizioni.

La mia scelta è talmente convinta che non vacillerà e mi piacerebbe leggerla in chiave critica con voi.

Abbiamo provato in tutti i modi. Lo sciopero entrando più tardi allo stadio di un quarto d’ora, lo sciopero di un tempo, lo sciopero del tifo, ricordo un Lazio – Napoli, ultima di campionato con lo stadio vuoto – discutibile la scelta, secondo me -, manifestazione sotto la Nord, ed altre iniziative. Ma a nulla sono servite. A nulla sono servite al fine di eliminare la gestione scellerata di questa società.

Credo che soltanto due sono le iniziative che mai abbiamo provato a mettere in atto: lo sciopero degli abbonamenti allo stadio e la disdetta, per chi è abbonato, e la rinuncia a farlo dell’abbonamento alle televisioni private a pagamento.

Ed allora vi invito a non abbonarvi: vorrei davvero poter immaginare uno stadio vuoto ad una partita importante, uno stadio vuoto ad un derby e, magari, entrando con un biglietto, uno stadio stracolmo per una partita insignificante per lo spettacolo e che nulla possa significare per la classifica.

Anche se questo invito provocherà un ripensamento, un solo ripensamento potrò dire di aver raggiunto il mio piccolo scopo.

Con la consapevolezza, però, che non possa bastare questa iniziativa se non abbinata alla rinuncia alla partita visibile da casa.

Perciò il mio invito, la mia richiesta di impegno è duplice: niente stadio e niente tv.

E lo chiedo con la consapevolezza amara e triste che anche tutto questo, questo sacrificio possa alla fine non bastare. Potrebbe essere inutile.  Però mi chiedo e mi dico che tutto questo sacrificio sarebbe congelato nello stare un anno, un anno solo senza Lazio. Un solo anno. Cos’è un solo anno davanti alla vita! Davanti al poter dire: abbiamo provato anche questo!

E se poi anche  la diserzione totale dalla Lazio non si dimostrerà una scelta positiva per cacciare un personaggio dalla sua poltrona vorrà dire che torneremo alla stadio tutti, tutti insieme.

Ve lo dice una persona che sono sei anni che non va allo stadio – vado in distinti l’ultima di campionato per salutare gli amici – e che sa bene il sacrificio, l’amarezza, la forte insoddisfazione nello stare lontano dalla Nostra Lazio. Pensiamo soltanto per un attimo alla tristezza che provano i diffidati penalizzati per un anno, due anni, tre anni e sono costretti a starsene a casa!

Abbiamo perso tante, troppe occasioni per protestare nel modo che io ritengo sia il più giusto.

Ma rimango, altresì, convinto, estremamente convinto che ognuno possa e debba fare la propria scelta. Nessuno ha la  patente della Lazialità. Nessuno. Meno di tutti, e dico tutti, i comunicatori radiofonici o televisivi che vorrebbero, dovrebbero rappresentarci e non lo fanno. Ma questo è un altro discorso che sarebbe opportuno riprendere in altro contesto.

Se deciderete di abbonarvi nessuno potrà mai e poi dirvi di non essere Laziali. Nessuno dovrà minimamente pensarlo.

Il mio è soltanto un invito nel rispetto delle scelte di tutti  specialmente di coloro che non la pensano come me.

Un laziale.

Pierpaolo Gentili

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Posted by on Ago 6 2012. Filed under News Lazio, Primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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